Giuseppe Conte in conferenza stampa insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri annuncia di avere appena firmato un nuovo Decreto del presidente del consiglio (Dpcm) che prevede 4.3 miliardi da destinare ai Comuni, comprensivi anche di 400 milioni di euro di buoni spesa da destinare agli indigenti. Una misura a cui si aggiungono l’accesso alla cassa integrazione ordinaria e in deroga entro il 15 aprile e i 600 euro per professionisti e autonomi. Ma al termine dell’intervento, rispondendo alle domande dei giornalisti, il presidente del Consiglio e il ministro hanno duramente criticato la presidente della Commissione Ue. Ursula von der Leyen ha infatti dichiarato che l’esecutivo dell’Europa non sta lavorando ai coronabond, strumento che ha definito “uno slogan” e che ha spaccato il Consiglio Ue. Gualtieri ha definito le sue parole “sbagliate” e Conte ha puntualizzato che “la nostra proposta non è rimessa a von der Leyen ma all’Eurogruppo. Quello che mi permetto di dire è che l’Europa deve dimostrare di essere all’altezza di questa chiamata della storia. È uno shock simmetrico che riguarda tutti gli stati membri, nessuno è esente”. Anche il presidente del Parlamento Ue David Sassoli, intervenendo a SkyTg24 sulle dichiarazioni della presidente della Commissione Ue, ha detto: “Penso che debba arrivare un chiarimento dalla Von der Leyen, noi in Parlamento avevamo capito un’altra cosa” perché “servono garanzie che i Paesi possano spendere quello che vogliono”.

Il nuovo decreto – Nelle nuove misure che riguardano lavoratori e soccorso alimentare, Conte spiega che l’obiettivo è quello di eliminare la burocrazia. “Stiamo facendo di tutto perché i tempi non siano dimezzati, ma azzerati. Su questo sono intransigente“. Il nuovo decreto prevede 4.3 miliardi da girare al Fondo di solidarietà per i Comuni, che includono anche buoni spesa per gli indigenti. “È un anticipo del 66% – ha detto il premier -. Destiniamo dunque altri 400 milioni ai comuni, per le persone che non hanno soldi per fare la spesa”. Da qui, precisa, “nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari”. Il soccorso alimentare è il primo punto toccato dal premier, che invita anche la grande distribuzione a effettuare “sconti del 5-10%” a chi sarà destinatario dei buoni spesa. “Dobbiamo costruire una catena della solidarietà, nessuno sarà’ lasciato solo, ha aggiunto. Parlando poi dei lavoratori, ha aggiunto che “stiamo lavorando con la ministra Catalfo e l’Inps perché ora è importante che le misure varate, i 25 miliardi arrivino subito nelle tasche degli italiani“. Entrando nel dettaglio del decreto, ha dichiarato che si tratta di “sedici misure per 11 milioni di persone. Vogliamo mettere tutti che hanno diritto a Cassa integrazione, Cassa integrazione in deroga in condizione di beneficiare delle somme molto presto, entro il 15 aprile, se possibile anche prima. Questo vale anche per i cinque bonus, indennizzi da 600 euro per professionisti, collaboratori coordinati continuativi, iscritti alla gestione separata dell’Inps, autonomi, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, stagionali, addetti turismo, stabilimenti termali, lavoratori agricoli e dello spettacolo. Stiamo facendo di tutto perché presentando la domanda entro il primo aprile con un semplice pin semplificato si possa ottenere subito la disponibilità di queste somme”.

Conte ha parlato anche della scuola e ribadito quanto già detto dalla ministra Azzolina: “Confermo anche io che la sospensione delle attività didattiche proseguirà ragionevolmente: non c’è una prospettiva di tornare dopo il 3 aprile alle attività didattiche ordinarie”. Quanto invece alla sospensione delle attività produttive non essenziali, dice, “non sappiamo ancora, è ancora troppo presto. Dall’inizio della settimana inizieremo a lavorarci: il governo ha adottato questa misura col massimo senso della responsabilità”. Quanto invece alla proposta del M5S di un reddito di emergenza ha detto: “Sicuramente sono allo studio un ventaglio di proposte. Siamo di fronte a un’emergenza sanitaria che si è tramutata un attimo dopo in emergenza economica. Non ci può essere una soluzione, ma un ventaglio di risposte vigorose”. Nel corso della conferenza è intervenuto da remoto anche il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro e Conte ha ringraziato “tutti i sindaci, sono le prime sentinelle sul territorio, so come siete esposti in questa fase, raccogliendo le doglianze e le lamentele e i bisogno dei cittadini”.

Gualtieri attacca la presidente della Commissione Ue – “Le parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen sono sbagliate e mi dispiace che le abbia pronunciate”, ha detto Gualtieri commentando le dichiarazioni del capo dell’esecutivo Ue. “Nella crisi del coronavirus la Commissione europea non pianifica l’emissione di bond propri sui debiti – ha detto in un’intervista a Dpa, l’agenzia di stampa tedesca -. Su questo ci sono chiari confini giuridici, e non c’è un piano. Non lavoriamo a questo”. Von der Leyen ha inoltre sottolineato che “la parola coronabond è solo una sorta di slogan. Dietro c’è la grande questione delle garanzie. E su questo le riserve della Germania come di altri paesi sono giustificate”. Gualtieri ha spiegato che “al Consiglio europeo abbiamo demandato l’Eurogruppo di fare proposte e noi siamo impegnati come Paese perché tra queste proposte figuri anche quella a cui ha fatto riferimento la lettera dei nove capi di Stato di Governo cioè l’emissione comune di titoli per poter sostenere le spese straordinarie di questa emergenza”. Per il ministro dell’Economia si tratta della “risposta più adeguata per far fronte a quello che è uno shock simmetrico sull’economia e ci aspettiamo che tutti si rendano conto che l’Europa deve essere all’altezza di questa sfida, anche la presidente della Commissione Europea“. Un intervento rafforzato anche dal presidente del Consiglio, che ha chiarito le competenze circa la trattativa sui coronabond: “Il compito della proposta non è rimesso alla presidente della commissione. Le proposte le elaborerà l’Eurogruppo”.

Gualtieri ha poi proseguito sottolineando che “l’Europa deve fare due cose: sostenere insieme ai paesi lo sforzo straordinario economico collegato a questa emergenza e poi deve ripartire. Questa emergenza non è solo temporanea. Ha un costo immediato. Ma poi è necessario uno sforzo comune senza precedenti per rilanciare l’economia, un grande piano di ricostruzione europeo, un grande piano Marshall che deve rilanciare l’economia”. L’Europa quindi, ha continuato, “deve fare tesoro di questa esperienza. Sostenere i nostri sistemi sanitari, modernizzarli e quindi c’è un grande lavoro da fare per l’ora e per il dopo”. L’Europa tutta, ha continuato ancora, “deve essere all’altezza di questa sfida e invito tutti anche la presidente della Commissione Ue di leggere il monito dell’ex presidente della Commissione Ue, Jacques Delors“. La risposta, conclude, “deve essere di tutta l’Europa“.

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