La febbre alta l’aveva tenuta a casa per tutta la settimana, ma nella notte le sue condizioni erano peggiorate all’improvviso: una commessa di 48 anni, è morta nella sua abitazione a Brescia. Non le è stato fatto il tampone, ma, alla luce dei sintomi, viene ritenuta una delle vittime del coronavirus. Il supermercato in cui lavorava, un punto vendita della catena Simply Market, è stato chiuso questa mattina per permettere le procedure di sanificazione della struttura. Brescia è diventata il nuovo fronte dell’emergenza in Lombardia: i contagi negli ultimi giorni sono cresciuti più che nella Bergamasca: 484 in più in un solo giorno – 3.785 in totale – e 463 morti.

Margherita Distribuzione, che gestisce i punti vendita della rete ex-Auchan, afferma che le ragioni del decesso “non sono note“, ma immediata è scatta la chiusura del supermercato in via precauzionale. Tuttavia, “se saranno confermate cause diverse dal Covid 19, nelle prossime ore il punto vendita tornerà a garantire il proprio servizio alla cittadinanza”. Tampone o meno, la morte di una cassiera di un supermercato ripropone uno dei temi più delicati, con migliaia di lavoratori e lavoratrici in servizio in uno dei luoghi più frequentati dal pubblico. “Le federazioni sindacali nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil – ha detto il segretario generale della Fisascat-Cisl, Davide Guarini – hanno reiteratamente chiesto al Governo ed alle Regioni di adottare provvedimenti coordinati al livello nazionale per ridurre l’orario di apertura delle attività commerciali. È necessario innalzare i livelli di guardia su dotazioni di dispositivi di protezione individuale dei lavoratori, distanziamenti interpersonali, modalità di afflusso della clientela”.

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