Ci sono 59 suore risultate positive al coronavirus in una sola giornata, a Roma. Due conventi, nel quadrante sud-est della Capitale, sono stati isolati. E ora ci sono timori anche per l’ospedale ‘M.G. Vannini’, nel popoloso quartiere Tor Pignattara, gestito da religiose che fanno riferimento proprio a una delle due congregazioni messe in quarantena. Dopo il caso della città di Fondi, nel basso Lazio, dunque, si rischiano altri possibili focolai di Covid-19, stavolta nel territorio capitolino.

Il primo caso riguarda l’Istituto Figlie di San Camillo, di via Anagnina, formalmente nel comune di Grottaferrata (ma a pochissimi chilometri dal Grande raccordo anulare). Qui la Asl Roma 6 ha trovato ben 40 suore positive sulle circa 80 che vivono all’interno del convento. Alcune di loro fanno la spola con il nord Italia. Una delle sorelle è ricoverata con difficoltà respiratorie. Il convento di Grottaferrata è direttamente collegato con un altro convento delle Figlie di San Camillo, quello di via Labico, a Tor Pignattara, le cui sorelle gestiscono l’ospedale Vannini, riferibile alla sanità privata convenzionata, ma con il suo pronto soccorso ormai parte integrante del quadrante. L’Istituto, contattato da Ilfattoquotidiano.it, ha risposto che non rilascia dichiarazioni al momento. Fonti informali interne al Vannini, tuttavia, invitano alla calma, precisando che “i conventi sono separati anche se, ovviamente, possono esserci degli incontri, anche in relazione ai malati” e “la maggior parte delle suore hanno ruoli dirigenziali, dunque non a stretto contatto con i pazienti”.

Per il momento al nosocomio “c’è solo un caso positivo, un medico tornato dalla settimana bianca e opportunamente isolato”. In percentuale, ancora più grave il caso dell’Istituto della Congregazione delle suore angeliche di San Paolo, in via Casilina (altezza Torre Gaia) dove sono risultate essere positive ben 19 sorelle sulle 21 che compongono la comunità. In questo caso, le religiose gestiscono una scuola, che però è chiusa – come da decreto – dal 5 marzo scorso.

Stando ai dati aggregati delle Asl comunicati ieri pomeriggio, fin qui nel Lazio vi sono 834 casi positivi, di cui 509 a Roma e provincia. Numeri, evidentemente, già oggi destinati a crescere esponenzialmente. La Asl Roma 6 – già colpita a inizio emergenza dal piccolo focolaio di Pomezia – insieme alla Prefettura, hanno disposto una indagine epidemiologica sul territorio. Mentre, a quanto si apprende, la Regione Lazio starebbe pensando a realizzare un nuovo Covid Hospital ai Castelli Romani. Una delle proposte è riaprire uno degli ospedali chiusi da poco (Genzano, Marino e Frascati in primis); l’altra e’ “requisire” il San Raffaele di Velletri, di proprietà della famiglia Angelucci. Anche la Asl Roma 2 hanno avviato una indagine epidemiologica simile nella zona sud-est della città (VI Municipio).

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