Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intorno all’una di notte del 18 marzo, ha firmato il decreto legge con le misure urgenti per l’emergenza coronavirus chiamato “Cura Italia“. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Le norme riportano la data di ieri pur essendo state pubblicate in nottata e sono da considerarsi immediatamente in vigore. Il provvedimento su “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” è composto da 127 articoli che confermano l’impianto anticipato nei giorni scorsi (qui tutte le misure già anticipate). All’interno si prevede uno stanziamento di 25 miliardi di euro. “E’ il massimo che si poteva fare”, ha detto l’assessore lombardo al welfare Giulio Gallera intervistato da 7 Gold. “Si pone il tema del mantenimento del posto di lavoro e delle competitività delle aziende, cioè della capacità di rialzarsi”. Ma, ha concluso “il decreto è un segnale forte“.

Slitta il referendum sul taglio dei parlamentari – E’ stato confermato, come anticipato, lo slittamento del referendum sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. L’articolo 81 del provvedimento, infatti, dispone che “in considerazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”, il termine “entro il quale è indetto il referendum confermativo del testo legge costituzionale” è fissato “in duecentoquaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo ha ammesso”. Il referendum va indetto entro sessanta giorni dalla dichiarazione di ammissibilità, che in questo caso scadevano il prossimo 23 marzo. Con la disposizione contenuta nel decreto legge il termine ultimo di indizione slitta al 19 settembre di quest’anno. Poiché una volta indetto, il referendum deve svolgersi in una data compresa tra i 50 e i 70 giorni successivi, l’ultima domenica utile per chiamare al voto gli italiani per questa consultazione sarà il 22 novembre, in quanto i 70 giorni scadranno sabato 28 novembre. Ciò non toglie naturalmente che il referendum potrà svolgersi anche all’inizio dell’autunno, tra settembre ed ottobre, se il governo deciderà di indirlo tra luglio ed agosto.

Oltre 3 miliardi alle Piccole e medie imprese – Ampliamento del raggio di azione e potenziamento del Fondo centrale di garanzia delle Piccole e medie imprese cui verrà assegnata una dotazione di 1,5 miliardi di euro. Il fondo per la sospensione delle rate dei mutui prima casa, ora riservato a chi perde il lavoro o subisce un decesso in famiglia, viene esteso anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti che hanno subito una flessione del fatturato di oltre il 33% e riceve una dotazione ulteriore di 400 milioni di euro. Per accedervi basterà l’autocertificazione. Il decreto assegna poi 1,73 miliardi di euro a garanzia pubblica della moratoria dei finanziamenti bancari a micro, piccole e medie imprese colpite, che potranno sospendere le rate dei pagamenti fino al 30 settembre 2020. Fino a quella data non potranno essere revocati i finanziamenti accordati. Previsti anche 500 milioni per garantire, tramite la Cassa depositi e prestiti, prestiti alle imprese con un effetto leva da 10 miliardi.

Assunzione assistenti tecnici per le scuole – La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato che, “attraverso l’impegno di tutti”, il governo “è riuscito ad inserire nel testo finale del decreto Cura Italia anche l’assunzione di 1000 nuovi assistenti tecnici che, in questa fase di emergenza, potranno dare sostegno alle attività di didattica a distanza per le scuole”.

Stop rate mutui per le partite Iva – Il governo ha stimato che la sospensione delle rate dei mutui casa, estesa anche ai lavoratori autonomi, possa essere richiesto da oltre 230mila titolari di partite Iva, ovvero la metà degli autonomi in possesso di prima casa. Per ogni nuova sospensione, l’onere medio annuo calcolato per il Fondo Gasperini, già esistente per i dipendenti, è di 1000 euro con un fabbisogno aggiuntivo di 240 milioni.

Contagio come infortunio – Nei casi accertati di infezione in occasione di lavoro l’Inail tutelerà i lavoratori come se fossero infortunati. Il medico in quel caso dovrà redigere il certificato di infortunio e le prestazioni Inail in questi casi “sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro”. Questi eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico per la riduzione delle tariffe. La disposizione si applica ai datori di lavoro pubblici e privati.

Reddito di ultima istanza – Arriva il Fondo per il reddito di ultima istanza per i lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza coronavirus “hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività”. Il decreto prevede inoltre come una parte di questo Fondo possa essere destinato ai professionisti iscritti alle casse privatizzate. Il Fondo è volto a garantire il riconoscimento a questi soggetti di una indennità, nel limite di spesa 300 milioni di euro per il 2020. Entro trenta giorni con uno o più decreti del ministero del Lavoro e dell’Economia saranno definiti i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità “nonché la eventuale quota del limite di spesa da destinare, in via eccezionale, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica, al sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria”.

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