Era già stato registrato un caso di recidiva in Giappone. Ma potrebbe non trattarsi di questo per quanto riguarda il caso del paziente 1 piemontese. È ancora positivo a Sars Cov2 come emerso ieri dagli esiti dell’ultimo tampone a cui è stato sottoposto dopo un lungo ricovero all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. “La sua – spiegano gli esperti – non è da considerare una ricaduta. Molte infezioni hanno questo comportamento che non è inconsueto”. Potrebbe ancora esserci una carica virale, ma bassa, che registra la positività L’uomo, al momento è in isolamento domiciliare, non dovrà tornare in ospedale e dovrà sottoporsi ad altri tamponi. I medici sottopongono più volte i pazienti in via di guarigione ai test proprio per questo motivo.

Intanto è di 144 morti il numero aggiornato alla sera del 17 marzi.Undici i nuovi decessi comunicati dall’Unità di Crisi della Regione: 9 in provincia di Biella (7 uomini e 2 donne), 1 donna in provincia di Torino, un’altra nell’Alessandrino. L’età media è di 80 anni. Sono 2.063 le persone finora risultate positive: 342 in provincia di Alessandria, 93 in provincia di Asti, 96 in provincia di Biella, 134 in provincia di Cuneo, 159 in provincia di Novara, 904 in provincia di Torino, 113 in provincia di Vercelli, 76 nel Verbano-Cusio-Ossola, 46 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 226. I tamponi finora eseguiti sono 6.872, di cui 4.499 risultati negativi.

Era stato l governatore Alberto Cirio, cinque giorni fa, a dare in diretta Facebook, la notizia che il paziente 1 piemontese era “guarito”. Il tampone a cui era stato sottoposto il 40enne torinese, manager in una multinazionale di Cesano Boscone a lungo ricoverato nella terapia intensiva dell’ospedale Amedeo di Savoia, era appunto “risultato negativo”.

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