Vogliamo dirci la verità? Se le mascherine mancano è anzitutto perché le burocrazie regionali, tutte delegate alla gestione operativa del sistema sanitario, non hanno provveduto a stoccarle per tempo avendo sottostimato gravemente l’esigenza. Quindi, l’imputato numero 1 sono le Regioni.

La defaillance della Protezione civile, che evidentemente ha commesso lo stesso errore di valutazione, arriva semmai dopo e non prima di questo buco operativo.

Poi perché non dirci una terza verità: essendo mondiale l’emergenza sanitaria nessun Paese che le produce accetta di venderle. L’India non ha accolto l’ordine avanzato dall’Italia, così pure la Romania, e così la Francia. Ciascuno, potendoselo permettere, requisisce e trattiene. Solo ieri la cancelliera Merkel ha accettato di farle giungere nel numero di un milione, dopo che la consegna, su sua richiesta, era stata bloccata.

La quarta verità: l’Italia si trova in difficoltà perché non produce questo presidio sanitario. La libera impresa da tempo non ritiene il mercato sufficientemente redditizio. Si sta provvedendo alla realizzazione di una linea produttiva di emergenza, ma i tempi sono purtroppo più lunghi rispetto all’urgenza.

Mettere in fila le verità significa mettere in fila le responsabilità e capire che la polemica non basta a tacitare le colpe, semmai a nasconderle sotto un sordo e ora piuttosto inutile rumore di fondo.

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