A 20 giorni dal primo caso accertato di Covid-19, in Italia i malati sono diventati 10.590, 2.076 in più di ieri. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha invece raggiunto quota 12.462. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli nella consueta conferenza stampa alla Protezione Civile. Cresce anche il numero delle vittime: 827, ben 196 in più rispetto a ieri, 149 solo in Lombardia, la regione più colpita dall’emergenza. Sale, per fortuna, anche il bilancio dei guariti, che sono diventati 1045 grazie ai 41 di oggi.

L’aumento boom dei contagi, però, merita una precisazione: circa 600 casi, infatti, sono stati conteggiati oggi, ma fanno riferimento a ieri. Si tratta del numero che mancava dal bilancio giornaliero della Regione Lombardia. Per questo motivo, il capo della Protezione civile ha sottolineato che l’aumento dei malati ieri era stato di 529 (pari al 6,6% sul giorno precedente), mentre oggi l’aumento è di 2.076 contagiati che complessivamente porta un incremento del 24,3% sulle 24 ore. “Crescita nel trend dei giorni scorsi” ha detto Borrelli, tenendo conto proprio dei 600 ieri non conteggiati. “Avevamo detto che i dati della Lombardia erano parziali – ha spiegato – e oggi abbiamo numeri che fanno sì che i dati possano apparire come un numero elevato, ma in realtà la crescita odierna è nel trend dei giorni scorsi“. Per quanto riguarda i malati in terapia intensiva, invece, è stata superata quota mille: sono 1.028, 151 in più rispetto a ieri. Dei 10.590 malati complessivi, 5.838 sono poi ricoverati con sintomi e 3.724 sono quelli in isolamento domiciliare.

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MASCHERINE, MUTAZIONI, BAMBINI, DECESSI E DECRETI
Uno dei temi più dibattuti negli ultimi giorni è quello dell’uso delle mascherine chirurgiche in luogo di lavoro. Secondo Borrelli, “in assenza della possibilità di mantenere la distanza di un metro indicata dal Comitato scientifico è raccomandato l’uso delle mascherine” in ufficio. Per quanto riguarda le mutazioni del virus, invece, il professor Giovanni Rezza, presente alla conferenza con Borrelli, ha spiegato che “l’Istituto superiore di sanità ha isolato e sequenziato il genoma del virus di un paziente cinese allo Spallanzani e di un paziente lombardo, tutto il genoma. Ora – ha aggiunto – facciamo lo stesso con un paziente veneto. Ci sono solo piccole mutazioni, il virus è come quello cinese, che viene da Wuhan, non è diventato più aggressivo” in Italia.

Dopo aver ricordato che bisogna “uscire per lo stretto necessario e indispensabile” e che “anche chi va a piedi deve portate l’autocertificazione”, Borrelli ha tenuto a ringraziare la Cina “per la generosa disponibilità” data su materiali sanitari e personale medico. Anche Rezza ha parlato della Cina e di come ha affrontato l’emergenza: “La Cina ci ha insegnato molto sul contenimento dell’infezione, quanto fatto a Wuhan e nell’Hubei è un successo, in Europa vengono applicate le misure in maniera diversa. La Cina – ha spiegato Rezza – dimostra che misure stringenti possono rallentare o addirittura controllare focolai anche grandi”. Il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Iss, poi, ha fornito un dettaglio interessante sul tasso di mortalità: “L’Istituto superiore di sanità è a lavoro sui decessi” per confermare in che misura il coronavirus abbia un ruolo diretto nelle morti. “Per ora – ha detto – non abbiamo dati certi, bisognerà acquisire le cartelle cliniche”.

“Sono molto rassicurato dai provvedimenti del governo” ha detto ancora Rezza, che poi ha risposto a una domanda sull’impatto del Covid-19 sui minori: “I bambini positivi in Italia sono abbastanza pochi (43 – ndr) e soprattutto sembrano superare la malattia abbastanza brillantemente. È una buona notizia – ha annunciato – Il fatto però che si riscontrino dei bambini positivi con sintomi clinici, assieme a uno studio che documenta di bimbi che non hanno sintomi clinici ma possono essere positivi, rilevati all’estero, mi sembra che rafforza la decisione di chiudere le scuole. Alla chiusura era necessario affiancare altri provvedimenti – ha concluso – per impedire che chi non va a scuola si riunisca in altri luoghi e mi pare che quelli presi in seguito vadano in questa direzione. Aspettiamo con speranza i risultati di queste misure“.

LOMBARDIA, GALLERA: “7280 POSITIVI, 1489 IN PIù RISPETTO A IERI”
Prima della conferenza stampa dalla sede della Protezione civile, da segnalare il punto stampa giornaliero tenuto dall’assessore regionale della Lombardia al Welfare Giulio Gallera. Numeri, quelli lombardi, che testimoniano un trend di crescita costante e preoccupante. “Siamo a 7280 positivi, ben 1489 rispetto a ieri” ha detto Gallera in diretta su Facebook, dove ha sottolineato che “gli ospedalizzati sono 3852, e il dato è in crescita costante non esponenziale“. Il totale dei pazienti deceduti in Lombardia per coronavirus è salito a 617, 149 in più rispetto a ieri. Gallera poi ha parlato della situazione dei ricoverati in terapia intensiva: “Sono 560 pazienti” ha detto l’assessore, che ha assicurato che “non ci sono criteri che dicono di privilegiare un paziente rispetto ad un altro”. “Abbiamo aperto altri 43 posti in terapia intensiva arrivando a 910. Stiamo valutando anche la possibilità di adibire grandi strutture a Milano e in altre parti della Regione Lombardia” a reparti per i malati di coronavirus. Per quanto riguarda l’età dei ricoverati in terapia intensiva, “il 38% ha tra 64 e 75 anni, il 20% ha più di 75 anni, il 32% ha trai 50 e i 64 anni, il 9% ha trai 25 e i 49 anni e l’1% trai 18 e i 24 anni”.

Per quanto riguarda i territori, invece, è la provincia di Bergamo la più colpita da contagi di coronavirus: “Qui c’è la maggioranza di casi” ha detto Giulio Gallera. Anche in provincia di Brescia “il numero dei contagi è cresciuto tantissimo”, con un incremento di 561 positivi da ieri a oggi. A Cremona i casi positivi sono 1061, a Como “ancora trascurabili con 77 casi”, così come a Lecco sono 113, mentre a Lodi “c’è una crescita abbastanza contenuta”. In particolare a Codogno, dove ieri sembrava che si fosse arrivati a contagi zero, invece “ci sono pochi casi, 10 da ieri a oggi, un numero estremamente ridotto“.

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