Messaggi audio in cui presunti medici o infermieri descrivono situazioni non solo difficili, ma drammatiche nei loro ospedali. Da giorni via whatsapp arrivano sui telefoni queste informazioni. Ieri in particolare circolava un audio in cui una voce diceva che erano stati “chiusi interi reparti”, che Niguarda stava “scoppiando” e che si era sul punto di decidere “chi intubare e chi lasciare morire”. Ebbene sul profilo Facebook dell’ospedale è comparso un post dal titolo: “ATTENZIONE ALLE FAKE NEWS”.

L’ospedale milanese – impegnato come gli altri presidi lombardi da giorni per salvare la vita di decine di persone – scrive: “Con estremo rammarico si apprende la notizia che in questi giorni di estrema difficoltà per il nostro sistema sanitario vengono veicolati online e sui social messaggi, anche audio, di sedicenti operatori sanitari che descriverebbero una situazione interna agli ospedali lombardi, con particolare riferimento alle terapie intensive nelle quali i pazienti da curare sarebbero “selezionati in base all’età”. QUESTO NON CORRISPONDE ASSOLUTAMENTE AL VERO. Questa Azienda, oltre a dissociarsi dai contenuti di tali messaggi, ha già provveduto alla denuncia alle Autorità competenti. Si invitano tutti i cittadini e i media a non contribuire alla diffusione di messaggi fake ed a affidarsi esclusivamente a quanto comunicato dalle fonti ufficiali del Ministero delle Salute, Regione Lombardia ed Enti del Sistema Sanitario”.

Anche la Protezione civile ha postato un messaggio su messaggi falsi: “Attenzione, stiamo ricevendo numerose segnalazioni sulla diffusione di messaggi che prevedono prossimi scenari di evoluzione dell’emergenza Coronavirus a firma del Dipartimento. Smentiamo decisamente queste voci e rinnoviamo l’invito a seguire sempre i canali ufficiali per avere informazioni corrette e verificate”.

Ieri era stato l’assessore al Digitale della Regione Piemonte, Matteo Marnati, a invitare a ‘considerare falsi’ i messaggi audio di presunti operatori sanitari che in queste ore stanno diffondendo notizie attraverso WhatsApp riguardanti la diffusione del COVID-19 e sulle condizioni di lavoro all’interno degli ospedali o addirittura di singoli pazienti. “In queste ore si stanno diffondendo tramite i social comunicazioni allarmistiche che allarmano la popolazione – spiegava l’assessore Marnati che ha ricevuto sul suo telefono una di queste notifiche – Si tratta di sciacalli che usano questi mezzi per diffondere il panico“. “Le notizie che addirittura raccontano storie personali di operatori di qualsiasi categoria sono da considerarsi bufale – sottolinea Marnati – e dunque destituite di ogni fondamento. La popolazione deve sapere che le informazioni ufficiali vengono diramate soltanto dalle istituzioni. Chi diffonde notizie di questo tipo, tra l’altro, è penalmente perseguibile per procurato allarme. Mi auguro che la Polizia Postale indaghi per individuare i responsabili”. Nei giorni scorsi invece la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta per procurato allarme relativa a fake news su presunti casi di coronavirus.

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