La paura arriva fin dentro alle carceri. E l’effetto Coronavirus si diffonde tra i detenuti. A 24 ore dalla violenta protesta di Salerno, sono in corso manifestazioni di carcerrati nei penitenziari di Frosinone, Poggioreale, Modena, dove tre detenuti sono morti nel corso degli scontri, e Pavia, dove i carcerati hanno preso in ostaggio due agenti della polizia penitenziaria. Nel carcere lombardo, fa sapere il sindacato Uilpa, sono arrivati alcuni agenti di rinforzo sono partiti dalle carceri milanesi di San Vittore e Opera. Solo a tarda notte i detenuti sono rientrati nelle celle, dopo essere scesi dai tetti e dai camminamenti dove si erano asserragliati, dopo una trattativa con il procuratore aggiunto pavese Mario Venditti.

Modena, morti tre detenuti – A Modena, invece, sono in corso le indagini per capire in quale circostanza sia avvenuto il decesso dei detenuti. Fonti dell’amministrazione penitenziaria precisano che nessun segnale di lesioni è stato riscontrato sui loro corpi: due casi, infatti, sarebbero riconducibili a uso di sostanze stupefacenti, mente il terzo è stato rinvenuto in stato cianotico, di cui non si conoscono le cause. Per sedare la rivolta sono stati chiamati anche agenti liberi dal servizio. “E’ in corso nel carcere Sant’Anna di Modena un’altra rivolta dettata dal panico di pandemia da coronavirus, vediamo il levarsi in aria una cortina di fumo nero, speriamo che non ci siano feriti tra il Personale di Polizia. Ora è in corso una mobilitazione delle forze dell’ordine che stanno accorrendo sul posto numerose per aiutare i colleghi”, aveva detto nel pomeriggio Giuseppe Di Carlo, segretario generale del coordinamento nazionale polizia penitenziaria. Tra i 70 e gli 80 detenuti nel carcere di Modena sono stati trasferiti in altre carceri.

Caos a Napoli. Familiari gridano: “Indulto” – I detenuti protestano nel carcere di Poggioreale a Napoli. Secondo quanto riferito da fonti sindacali, alcuni carcerati sarebbero saliti sui muri del passeggio, in una zona interna al penitenziario. La protesta è divampata per l’annunciata sospensione dei colloqui per contrastare il contagio. Sul posto oltre alle forze dell’ordine sono presenti anche alcuni familiari dei detenut, che hanno bloccato il transito dei tram. Momenti di tensione si sono registrati quando all’interno dell’istituto sono entrati alcuni agenti della Polizia penitenziaria muniti di scudi protettivi. I familiari espongono striscioni chiedendo l’indulto o l’amnistia o in alternativa un provvedimento che possa mettere i loro familiari agli arresti domiciliari.

A Frosinone detenuti sui tetti – Tensione anche a Frosinone: un centinaio di carcerati, impauriti dal rischio di contagi, è uscito dalle sezioni raggiungendo l’area passeggi e salendo sulle mura. Al momento non ci sarebbe stata alcuna evasione e sul posto sono intervenuti il direttore del carcere e il comandante del reparto degli agenti della penitenziaria. La rivolta è scoppiata dopo il divieto di colloqui con i familiari in seguito all’emergenza. “Sto andando a Frosinone, dove stanno arrivando anche la direttrice e il provveditore. Non ci sono atti di violenza contro cose e persone, nè c’è in atto un’evasione”, dice il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasìa. A quanto riporta il garante, i detenuti dell’istituto ciociaro “protestano per questa disciplina sui colloqui, contenuta nel dpcm, che dice che dovrebbero essere sostituiti da colloqui telefonici o video. Nei giorni scorsi sono uscite anticipazioni di un decreto in cui sarebbe disposto lo stop ai colloqui sul territorio nazionale fino al 31 maggio. Questa cosa ha già creato proteste in altre parti d’Italia. I detenuti di Frosinone hanno chiesto un incontro con me – conclude Anastasia – e io sto andando”.

Le altre carceri – Il sindacato Osapp segnala alcuni problemi anche ad Alessandria San Michele, Foggia e Vercelli. Anche a Palermo i carcerati protestano: al carcere Pagliarelli, sono state sbattute stoviglie contro le grate in ferro delle finestre sbarrate, grida, fischi. Al momento la situazione è sotto controllo. Qualche automobilista ha ripreso con il cellulare la scena della protesta.

La rivolta di Salerno – Le rivolte di Modena e Frosinone arrivano a 24 ore da quella del carcere di Salerno, dove 120 detenuti hanno protestato dopo aver saputo dello stop ai colloqui fino al prossimo 31 maggio per l’allerta virus. Scene di guerriglia iniziate nel primo pomeriggio e che sono terminate intorno alle 20 dopo una lunghissima trattativa effettuata dai rappresentanti delle forze dell’ordine e dai vertici della struttura penitenziaria. Secondo quanto si è appreso da fonti sindacali, i rivoltosi hanno utilizzato i ferri delle brande per distruggere quanto c’era da distruggere. Dopo aver devastato il secondo piano, hanno divelto le inferriate delle finestre e sono riusciti a salire sul tetto del carcere di Fuorni. Gli agenti della polizia penitenziaria, guidati dal comandante Gianluigi Lancellotta, hanno provato a domare la rivolta, mentre a Salerno sono giunti rinforzi da tutta la regione. Misure straordinarie di sicurezza anche all’esterno della casa circondariale: in cielo si è alzato un elicottero dei Carabinieri per controllare dall’alto la situazione, mentre la struttura è stata circondata da carabinieri, guardia di finanza e polizia in assetto antisommossa. In serata, poi, sono intervenuti diversi mezzi dei vigili del fuoco che hanno installato i materassi gonfiabili nello spazio esterno.

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