Dopo gli allarmi lanciati da settori come moda e auto, tocca ai trasporti quantificare i danni. La Iata, organizzazione internazionale che vigila sul traffico aereo, ha aggiornato le sue previsioni sull’impatto di Covid-19 per il settore. Secondo le stime dell’organizzazione il fatturato globale dei voli per il 2020 vedrà perdite comprese tra i 63 e i 113 miliardi di dollari. Intanto sul fronte delle imprese Federmeccanica registra una flessione del 3% della produzione metalmeccanica italiana per il 2019 e avverte: “Una situazione già molto difficile prima dell’emergenza coronavirus può diventare drammatica”. Intanto le Borse europee hanno chiuso nuovamente in calo, dopo due giornate di sollievo. La migliore è stata Francoforte a -1,51% mentre Milano ha chiuso a -1,78 per cento con la Juventus a -5,8% dopo il nuovo decreto del governo che dispone l’obbligo di giocare a porte chiuse fino a inizio aprile. Anche Wall Street è affondata e ha chiuso con il Dow Jones a -3,58% e l’S&P500 a -3,39%.

L’organizzazione delle compagnie aeree con sede in Canada ipotizza due scenari. Nel primo, per il quale stima perdite intorno ai 63 miliardi di dollari per il business passeggeri, i mercati con più di 100 casi sperimentano un forte calo della domanda seguito da un recupero altrettanto rapido. Per l’Italia la previsione è peggiore di quella per la Cina: 24% di passeggeri in meno, contro il -23% stimato nella Repubblica popolare. Seguono Giappone (-12%), Singapore (-10%), Sud Corea (-14%), Francia (-10%), Germania (-10%) e Iran (-16%). Questo si tradurrebbe in una diminuzione dell’11% dei passeggeri globali. Nel secondo scenario, invece, il calo viene applicato a tutti i Paesi con più di 10 casi e le perdite arrivano a circa 113 miliardi.

La precedente analisi della Iata – datata 20 febbraio 2020 – prevedeva ricavi in calo a 29,3 miliardi di dollari sulla base di uno scenario che avrebbe visto l’impatto di Covid-19 in gran parte limitato ai mercati associati alla Cina. Da allora, il virus si è diffuso in oltre 80 paesi e le prenotazioni sono state gravemente colpite sulle rotte oltre la Cina. I mercati finanziari hanno reagito con forza. I titoli delle compagnie aeree sono scesi di quasi il 25% dall’inizio dell’epidemia, circa 21 punti percentuali in più rispetto al calo verificatosi in un momento simile durante la crisi della Sars del 2003. American Airlines ha ceduto oltre il 9% a 16,86 dollari, mentre la Delta Air Lines ha perso il 5,36% a 45,91 dollari. In Europa EasyJet ha chiuso in rosso del 4,12% a 1.013,95 sterline, Ryanair ha segnato un calo del 5,22% a 11,25 euro e Lufthansa è arretrata del 5,44% a 11,56 euro.

Sul fronte italiano Federmeccanica alza l’allerta. Secondo la sua indagine congiunturale lo scorso anno la produzione metalmeccanica risulta in flessione del 3% rispetto all’anno precedente con cali pesanti per la meccanica strumentale (-2,8%), per i prodotti in metallo (-4,4%) e in particolare per l’automotive che ha perso circa il 10% della produzione. L’Italia è ultima (dopo la Spagna) tra i principali paesi dell’area Ue mentre La Cig cresce del 64,1%. “Alla debolezza congiunturale si è sommata un’emergenza inaspettata, che può avere effetti devastanti”, commenta Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica. Alle conseguenze produttive e economiche immediate “si aggiunge un grave danno reputazionale per l’Italia e le sue imprese”, ricorda Dal Poz, sottolineando che “per evitare conseguenze irreversibili è indispensabile ritornare subito alla normalità”.

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