L’emergenza coronavirus potrebbe provocare il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che dovrebbero prendere il via il 24 luglio, a fine anno. A dichiararlo è stato il ministro dello Sport nipponico, Seiko Hashimoto, rispondendo alla richiesta di un parlamentare. Facendo riferimento alle regole del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) che permettono un potenziale rinvio, il membro dell’esecutivo ha dichiarato: “Il contratto prevede che i Giochi si svolgano entro il 2020. Ciò potrebbe essere interpretato nel senso di consentire un rinvio”.

Dichiarazioni che segnano una nuova puntata nel tira e molla che ha interessato i prossimi Giochi Olimpici da quando l’epidemia ha coinvolto il Paese del Sol Levante. Il primo a lanciare l’allarme, il 26 febbraio, fu il primo ministro, Shinzo Abe, che esortò le principali associazioni sportive, culturali e associative del Paese a posticipare di almeno 2 settimane l’organizzazione di eventi che prevedono il raduno di grandi masse per contenere il rischio di un’ulteriore espansione del coronavirus. “Le prossime due settimane sono estremamente importanti per fermare l’infezione e il governo pensa che esista un forte rischio trasmissione nel corso degli eventi che coinvolgono grandi masse, come quelli sportivi e culturali”, aveva dichiarato in Parlamento.

Fu lo stesso ministro Hashimoto, poche ore dopo, a rassicurare i deputati nel corso di un’audizione: “Il nostro lavoro è concentrato sull’organizzazione dell’evento con molta serenità e nel rispetto dei criteri del Comitato Olimpico”. Rispondendo a una domanda specifica sulle dichiarazioni del membro del Cio, Dick Pound, sul fatto che qualsiasi decisione in merito ai giochi non potesse essere posticipata oltre maggio, a tre mesi dall’inizio della manifestazione, il delegato allo Sport aveva risposto che si trattava di “commenti a titolo personale e non rappresentativi della posizione del Comitato olimpico internazionale”. All’inizio di febbraio, il presidente del comitato organizzatore dei giochi di Tokyo, Yoshiro Mori, aveva definito le indiscrezioni riguardo una possibile cancellazione come “voci senza fondamento”.

Posizione tenuta sia dal Cio che dal governo fino al 29 febbraio, quando lo stesso Abe aveva ribadito che “il Giappone compirà tutti gli sforzi necessari per garantire lo svolgimento in totale sicurezza delle Olimpiadi”. Oggi, visto l’evolversi della situazione a livello globale, l’esecutivo di Tokyo fa di nuovo marcia indietro.

Un’eventuale cancellazione, secondo quanto sostiene in un rapporto l’economista della Banca Bnp Paribas, Ryutaro Kano, destabilizzerebbe l’intero sistema finanziario del Giappone. Oltre alla perdita degli introiti derivanti dal turismo, l’assenza dei giochi questa estate comporterebbe il rischio di default per molti settori legati alla ricettività alberghiera e al comparto dell’edilizia. In tali circostanze il governo sarebbe obbligato ad incrementare il livello di supporto dell’economia, in primo luogo intervenendo con piani di salvataggio per gli istituti di credito regionali. Kono aggiunge anche che la Banca centrale del Giappone (Boj) potrebbe dover sostenere il settore bancario con prestiti a tasso zero e garantire l’aumento degli acquisti di fondi di investimento.

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