di Michele Ambrosini

Come tutte le principali metropoli del mondo, Parigi è una città in costante evoluzione, e vedere nuovi cantieri in giro per la città non meraviglia più di tanto. Il nuovo decennio però porterà importanti cambiamenti al piano urbanistico, che potrebbero cambiare il volto della Ville Lumière; l’assegnazione dei Giochi olimpici 2024 alla capitale francese porta con sé una serie di sfide e opportunità.

Questa potrebbe essere l’occasione per restituire ai cittadini alcune zone nevralgiche della capitale, ormai da tempo appannaggio quasi esclusivo delle automobili. Un primo importante progetto mira alla creazione di un’enorme area pedonale che vada dal Palais du Trocadero fino all’Ecole Militaire: si tratta, per intenderci, dell’area che circonda la Tour Eiffel, il monumento francese più visitato.

Un progetto analogo, presentato lo scorso aprile da un comitato di abitanti di quartiere, propone di ridurre il traffico sugli Champs Elysées, aumentando la superficie dei marciapiedi e favorendo forme di mobilità dolce. “La più bella prospettiva del mondo” assomiglia ormai a un’autostrada nel cuore della città, e negli ultimi anni è balzata agli onori delle cronache in Francia solo in occasione degli scontri durante le manifestazioni o degli atti di teppismo che seguirono la vittoria francese nel Mondiale di calcio 2018.

Certo, entrambi i progetti comportano una problematica fondamentale: come conciliare una città attrattiva per i turisti e vivibile per i residenti con le esigenze di una metropoli produttiva e funzionale? La risposta che istituzioni e addetti ai lavori daranno a questo interrogativo avrà conseguenze importanti sullo sviluppo della città negli anni a venire.

Finora abbiamo parlato solo dei quartieri centrali, dove vive l’élite della società francese; i problemi più urgenti che la città deve risolvere si trovano a qualche chilometro di distanza, nei quartieri periferici in cui gradualmente si sta allargando il divario economico e sociale con il resto della città. Per questo uno dei progetti più interessanti e che, in prospettiva, potrebbe portare più benefici, è quello che riguarda il quartiere di La Chapelle, a nord di Parigi. Qui la Mairie della capitale ha annunciato la costruzione di una nuova arena da 8000 posti, che dopo i Giochi Olimpici e Paralimpici ospiterà eventi sportivi e concerti, accompagnata da una riqualificazione degli spazi pubblici dell’area.

Un’altra zona che si mira a riqualificare è Saint Denis, una delle banlieue più malfamate della capitale francese, dove una progressiva ghettizzazione sta diventando il terreno fertile per la radicalizzazione religiosa di parte della popolazione. Non è un caso che quest’area sia stata designata per ospitare il villaggio olimpico e le infrastrutture ad esso collegate.

È chiaro che la costruzione di infrastrutture senza un intervento concreto sul tessuto societario non sarà sufficiente, ma la speranza è che il 2024 segni l’alba di un nuovo inizio per Parigi.

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