Domenica non ci sarà l’Angelus in piazza San Pietro, ma solo perché il Papa sarà a Bari dai Vescovi dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per la chiusura del summit per la pace. Francesco celebrerà la messa in piazza della Libertà e come ha fatto sapere il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, non è stata presa alcuna precauzione speciale in termini di norme igieniche: “Tutto si svolgerà nella normalità, senza stravolgimenti”. Bassetti non prende sottogamba l’emergenza Coronavirus, ma non vuole diffondere allarmismi. Per le eventuali precauzioni da adottare in chiesa, fa sapere che agirà in totale accordo col dicastero della Salute. “Non abbiamo i dati precisi, ma siamo disposti, per tutelare i cittadini, ad attuare qualsiasi disposizione”.

Intanto nelle zone del Nord Italia interessate dal focolaio, i vescovi adottano le precauzioni indicate dai prefetti: si va dalla distribuzione della Comunione in mano, al divieto di scambio della pace, passando per la chiusura degli oratori e un tassativo svuotamento delle acquasantiere. Senza contare le limitazioni dei partecipanti ai funerali.

Numeri alla mano, in 10 comuni della provincia (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dè Passerini) le messe sono sospese, ma per le altre chiese della diocesi il vescovo chiede di evitare lo scambio della pace, di distribuire l’Ostia sulla mano e svuotare le acquasantiere. Stesse disposizioni per la diocesi di Vercelli e per quella di Piacenza, dove monsignor Gianni Ambrosio segue le disposizioni della prefettura e sospende tutte le attività di catechismo, oratorio e altre occasioni aggregative. Messe sospese e oratori chiusi anche a Cremona. Nel padovano, a eccezione del comune di Vò, dove tutte le celebrazioni sono interrotte, la diocesi è in contatto con le autorità, che non hanno ancora dato disposizioni, ma raccomanda in via precauzionale la distribuzione dell’Eucarestia in mano. In attesa di indicazioni da parte della prefettura, anche il patriarcato di Venezia suggerisce di evitare lo scambio della Pace. Non cambia poi per il momento la linea del Vaticano, già dettata alla fine di gennaio, quando la Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città ha diramato agli addetti all’accesso un’informativa, senza però imporre misure restrittive, ritenute “non necessarie”.

“Alla luce della situazione che si è creata con la diffusione del Coronavirus in alcune zone del proprio territorio, la diocesi di Padova è in contatto con le competenti Autorità pubbliche al fine di applicare responsabilmente le disposizioni di protezione emanate per le comunità interessate e quelle di preventiva cautela riguardanti l’intero territorio”, spiega una nota diffusa dalla diocesi di Padova. “Qualora ci fossero delle Ordinanze comunali che adottino provvedimenti ufficiali, i parroci e i responsabili delle diverse realtà parrocchiali vi si atterranno rigorosamente, anche se si trattasse – ove richiesto – di tenere chiuse le chiese, sospendendo le celebrazioni – si legge ancora – Nelle parrocchie situate nel comune di Vò, finora indicate dalle Autorità, non saranno possibili celebrazioni pubbliche, nemmeno domenicali. I fedeli ivi residenti sono dispensati dal precetto di partecipare alla Santa Messa e si raccomanda loro, personalmente o in famiglia, di dedicare un tempo adeguato alla preghiera. La stessa raccomandazione è per le comunità che fossero raggiunte da simili provvedimenti delle rispettive Autorità civili”. Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche nelle comunità non interessate da restrizioni, poi, “si suggerisce di osservare le normali attenzioni sanitarie più volte ribadite e di provvedere alla distribuzione dell’Eucaristia sulla mano, a titolo prudenziale, con senso di realismo e senza creare inutili allarmismi“.

“Il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, unitamente ai presbiteri e alla Chiesa di Cremona, esprime vicinanza e invita alla preghiera per le vittime di coronavirus Covid-19 e i familiari e per le persone ammalate e segue con attenzione l’evoluzione del contagio sul proprio territorio, mantenendosi in stretto contatto con le istituzioni pubbliche”, si legge invece in una nota della diocesi lombarda. A seguito delle misure adottate dalla Prefettura e dalle amministrazioni comunali si dispone “per quanto riguarda le parrocchie della città di Cremona, la sospensione della celebrazione pubblica dell’Eucaristia festiva e feriale e di tutte le iniziative comunitarie (incontri di preghiera, cammini di iniziazione cristiana, conferenze) e la chiusura degli oratori e di altri luoghi di ritrovo di pertinenza religiosa fino a nuova disposizione. La celebrazione dei funerali è consentita invitando i familiari a circoscrivere la partecipazione ai soli parenti stretti“.

Per le altre parrocchie della diocesi “i parroci sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni emanate dalle rispettive amministrazioni comunali, compresa l’eventuale sospensione della celebrazione pubblica dell’Eucaristia e delle attività oratoriane”. Nelle chiese in cui sarà possibile celebrare la Messa, “si dispongono alcune misure igieniche di precauzione: eliminazione dell’acqua nelle acquasantiere, invito a ricevere la Comunione sulla mano, astensione dallo scambio del segno di pace (che del resto non è obbligatorio)”. Ai fedeli che per disposizioni di pubblica sicurezza non potranno partecipare alla messa domenicale nella propria comunità parrocchiale, “sarà possibile parteciparvi attraverso i mezzi di comunicazione sociale – spiega ancora la nota -. La diretta televisiva della Messa della VII Domenica del Tempo Ordinario sarà trasmessa in diretta domenica 23 febbraio a partire dalle ore 11 sui canali di diffusione abituali: in tv sull’emittente Cremona1 tv (canale 80 ddt), on line su www.diocesidicremona.it, pagina Facebook ufficiale Diocesi di Cremona, canale Youtube Ufficiale “Diocesi di Cremona”; in radio su Fm 100.3 (per la zona della città di Cremona)”.

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