Due giorni fa, mentre era in classe, si è improvvisamente accasciata a terra. Infarto. Una studentessa di 14 anni del liceo Duca d’Aosta di Padova è stata trasportata d’urgenza in ospedale e ricoverata nell’Unità di cura intensiva coronarica dell’Azienda ospedaliera di Padova, dove i medici oggi hanno dichiarato la morte cerebrale. Il decesso è stato dichiarato, seguendo la procedura, dopo due visite a distanza di sei ore l’una dall’altra, per confermare definitivamente l’assenza di attività cerebrale.

Un caso simile si è verificato a Trapani dove uno studente di 19 anni si è sentito male a scuola ed è morto poche ore dopo, in ospedale. Il ragazzo, di origini albanesi, da anni viveva a Makari, frazione di San Vito Lo Capo, e frequentava l’Istituto alberghiero Florio di Erice. La direttrice Pina Mandina si è detta “sconvolta e incredula” e racconta che il ragazzo ha detto all’insegnante di avere mal di testa e che la notte non aveva dormito. “È stato il docente a suggerirgli di farsi venire a prendere, per andare a casa. È andato via poco dopo, in auto con un suo cugino. Ma la situazione – aggiunge – non appariva per nulla preoccupante. Pensavamo ad un’influenza“. Dopo essere uscito da scuola però lo stato di salute è peggiorato, al punto che, anziché andare a casa, il ragazzo è stato portato al pronto soccorso. “È entrato in codice verde – aggiunge la preside – poi, verso le 15, abbiamo ricevuto una telefonata dall’ospedale che ci ha comunicato la tragica notizia”. Il 19enne è morto mentre i medici del “Sant’Antonio Abate” lo stavano sottoponendo ad esami diagnostici. La Procura di Trapani ha aperto un fascicolo e la salma è ora sotto sequestro. Saranno gli accertamenti disposti dai magistrati a stabilire le cause del decesso.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Coronavirus, quarantena finita alla Cecchignola. Il ministro Speranza: “Chi esce avrà certificato di estraneità al virus”

next
Articolo Successivo

Coronavirus, è morto il 78enne ricoverato nel Padovano. 15 contagiati in Lombardia, un altro in Veneto. Chiuse attività in 10 paesi, tampone a 4200 persone a Vò Euganeo – DIRETTA ORA PER ORA

next