Il governo ha ottenuto la fiducia sul decreto Intercettazioni con 156 voti favorevoli e 118 contrari (nessuno si è astenuto). Il provvedimento ora approda alla Camera dove è verosimile che l’esecutivo rinnova la questione di fiducia perché il decreto scade il 29 febbraio. Tra coloro che non hanno partecipato al voto il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il senatore passato di recente dal Pd a Iv Tommaso Cerno. A favore della fiducia hanno votato Pd, M5s, Italia Viva, parte del gruppo Misto (compreso il sottogruppo di Liberi e Uguali) e 5 senatori del gruppo Autonomie.

Contro la fiducia hanno votato i senatori di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia oltre ad alcuni del Misto: Gianluigi Paragone, espulso dal M5s, Carlo Martelli (espulso dal M5s per i rimborsi mancati) e Matteo Richetti (ex Pd e ora in Azione di Carlo Calenda) ed Emma Bonino di +Europa. Sedici in tutto gli assenti: oltre a Cerno, sei berlusconiani, 4 di Fratelli d’Italia, uno del M5s, uno del gruppo Autonomie e uno del Misto-Maie, oltre a due senatori a vita (Renzo Piano e Carlo Rubbia). Inoltre 20 risultano in congedo (oltre a Renzi, Matteo Salvini della Lega) e 8 in missione.

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