La famiglia di Li Wenliang sarà indennizzato dall’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro con circa 800mila yuan (pressappoco 114mila dollari) per il funerale e le altre spese. Li era stato il primo a lanciare l’allarme sul coronavirus, ma era rimasto inascoltato: il medico cinese 34 anni è morto giovedì proprio a causa dell’infezione. Le autorità municipali di Wuhan hanno espresso le loro condoglianze per la morte del medico, considerato un’eroe da molti cinesi, sottolineando che ai familiari sarà versata, oltre al premio assicurativo, anche una pensione a norma di legge.

Il 30 dicembre Li, in una chat di colleghi laureati, aveva mostrato per primo le immagini dei polmoni colpiti dall’infezione, segnalando l’insorgenza di un nuovo coronavirus simile alla Sars. Per questo, il governo gli aveva consegnato un “avvertimento”, esortandolo a smettere di “procurare allarme” diffondendo notizie false. I fatti, però, hanno dato ragione al 34enne. La sua morte si è poi trasformata in un caso: la notizia del suo decesso è stata infatti inizialmente smentita dall’ospedale nel quale era ricoverato. In serata, poi, la conferma di quello che già avevano scritto i media di tutto il mondo.

La morte ha scatenato un’ondata di proteste contro il governo sui social. A quanto scrive la Bbc, gli analisti notano che sono stati due i principali hashtag sulla piattaforma Weibo: “Il governo di Wuhan deve le sue scuse a Li” e “Vogliamo libertà di parola“. Entrambi sono stati rapidamente cancellati dalla censura, assieme a migliaia di commenti sulla morte di quello che molti definiscono “un eroe”. Alcuni sono rimasti, fra cui spicca una foto della scritta “Buon viaggio Li Wenliang” tracciata sulla neve della riva di un fiume. “Non penso che diffondesse dicerie, non si è forse verificato tutto questo? Mio figlio era meraviglioso“, ha detto alla Bbc il padre, Li Shuying.

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