Rimborsi automatici per tutti gli utenti danneggiati dall’introduzione delle bollette “a 28 giorni”: il Consiglio di Stato ha pubblicato oggi il testo della sentenza con cui ha rigettato i ricorsi delle compagnie telefoniche per le bollette a 28 giorni, confermando l’obbligo di indennizzo per tutti i clienti, come richiesto dall’Agcom, e non solo per chi ne fa esplicita richiesta. La VI sezione del Consiglio di Stato ha accolto così le tesi del Codacons “che era intervenuto in giudizio a tutela dei diritti dei consumatori”.

La sentenza – la numero 00879 del 2020 – respinge il ricorso di Vodafone contro la delibera di Agcom sul diritto a rimborsare gli utenti: Vodafone aveva fatto ricorso contro la sentenza del Tar del Lazio, che da un lato annullava la sanzione da oltre 1 milione di euro nei confronti della compagnia telefonica per non essersi adeguata all’obbligo di fatturazione mensile, dall’altro però confermava l’obbligo di rimborso forfettario in favore degli utenti, così come deciso da Agcom. I giudici della sesta sezione del Consiglio di Stato hanno rigettato il ricorso di Vodafone, sottolineando come le compagnie telefoniche siano state “sleali coi propri utenti” nella scelta di ricorrere alle fatturazioni a 28 giorni. E spiega come devono avvenire i rimborsi: devono essere versati in automatico dalle società e non, come è stato fatto fino ad ora, solo a chi ne fa richiesta.

In particolare, si legge nella sentenza, le compagnie telefoniche sono state poco trasparenti con i propri clienti per “non aver fatto loro presente l’aumento sostanziale della tariffa, blindando la propria clientela rispetto gli altri operatori di telefonia e viceversa”. E aggiunge, con il nuovo sistema le tariffe erano “solo in apparenza” identiche a prima: “Né si dica che, in fondo, nessuno avrebbe pagato di più di quel che sarebbe stato il costo del suo servizio acquistato con cadenza mensile, perché questa è una petizione di principio: la cadenza a 28 giorni determinò comunque maggiori oneri”.

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