“Pur di vincere la sinistra ha accompagnato ai seggi centenari e disabili”. Questa apparentemente orrenda dichiarazione del governatore della Lombardia sulla mobilitazione della sinistra alla recente elezione regionale forse merita qualche considerazione.

Innanzitutto una di carattere giuridico e riguarda il principio costituzionale dell’elettorato in questione.

Sono arci-sicuro che il governatore Attilio Fontana sia a conoscenza del fatto che il vituperato voto degli anziani e dei disabili emiliani rappresenti (art. 48 Costituzione) un diritto che “non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Quello che non capisco è come sia possibile che, come un poco sobrio avventore di un bar, le parole del presidente della Regione più ricca e potente d’Italia possano essere scaturite con tale ira e foga.

Eppure, ne sono certo, il presidente Fontana conosce anche l’articolo 54 della nostra Carta costituzionale nel quale si fa specifico riferimento alla sua condizione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Disciplina ed onore che sembrano svanite improvvisamente per lasciare il posto a temerarie intemperanze verbali che meriterebbero immediate scuse.

Insufficienti ovviamente, ma doverose.

I miei amici della associazione Tutti a scuola invece sarebbero felici di contribuire al voto dei loro figli disabili se questo fosse funzionale al miglioramento della loro vita. Purtroppo le sensibilità e le persone sono quelle che abbiamo di fronte.

E non è un bel vedere e sentire.

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