Uno su dieci pensa che gli ebrei non si preoccupano di ciò che accade agli altri, ma solo di quello che accade a loro stessi. Otto su 100 pensano che gli ebrei si sentano superiori agli altri. Altri sette ritengono che gli ebrei parlano ancora troppo di ciò che è avvenuto durante l’Olocausto. Uno su cento, infine, risponde anzi che l’Olocausto non è mai avvenuto: è una leggenda, un racconto di fantasia. La fotografia dell’antisemitismo in Italia è in un sondaggio di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri elaborato per l’osservatorio sulle discriminazioni Solomon. Un’analisi che non si ferma ai sentimenti antisemiti in Italia, ma cerca di capire di più anche sull’influenza che ha l’azione politica di Israele in Medio Oriente sul giudizio nei confronti degli ebrei e sull’atteggiamento degli intervistanti nei confronti delle altre religioni. Si tratta di una rilevazione identica a quelle che ogni settimana fotografano i bacini elettorali dei partiti: mille intervistati, un margine d’errore del 3 per cento. Le cifre che ne escono non possono avere dunque la pretesa dell’esattezza, ma cristallizzano una tendenza, la presenza di certi fenomeni nel tessuto sociale, modulandoli anche per zone geografiche, età e intenzioni di voto.

Come dicono di sentirsi gli intervistati nei confronti degli ebrei? C’è una maggioranza ampia che esprime sentimenti positivi e di apertura: il 24,9 per cento si dice “aperto e interessato“, il 22,6 “solidale e vicino“, il 10,9 per cento “tollerante” (espressione comunque non del tutto positiva). Una maggioranza relativa – il 26,4 per cento del campione – si definisce “indifferente“. Un 5 per cento circa rappresenta una sacca di resistenza ostile: il 3,5 per cento si dice “diffidente“, l’1,2 sostiene di sentirsi superiore agli ebrei, uno 0,7 prova disprezzo o odio.

La percentuale di sentimenti negativi aumenta nei confronti di altre etnie e religioni: la diffidenza, per esempio, sale fino al 16,9, mentre la solidarietà e la vicinanza crolla dal 22 abbondante a poco più del 15. I sentimenti di “sospetto” vanno ben oltre la media in particolare nel Nord-Est e al Centro e tra gli elettori della Lega (26%) e Fratelli d’Italia (25).

Meno sorprendente che queste percentuali aumentino soprattutto quando si parla di persone che professano la religione islamica. Più di uno su tre (quasi il 37 per cento) si dice non favorevole o poco favorevole nei confronti dei musulmani, percentuale che raggiunge e supera di parecchio la maggioranza negli elettorati di Fdi (57), Lega e Fi (52). Va detto comunque che la notizia positiva è che quasi la metà degli intervistati risponde di non avere opinioni sfavorevoli nei confronti di nessun gruppo religioso.

Ma su cosa si basa il giudizio nei confronti degli ebrei? Resistono in quote significative della società pregiudizi, luoghi comuni, “intolleranze“, confusione con l’attualità geopolitica in Medio Oriente. Per l’11,6 per cento degli intervistati per esempio gli ebrei hanno troppo potere nel mondo finanziario-economico internazionale, per l’8 per cento gli ebrei sono molto più leali ad Israele che all’Italia, per un altro 8 per cento pensano di essere superiori agli altri, quota che aumenta fino a raddoppiare nell’elettorato che si dice leghista e a triplicare nella base elettorale di Fratelli d’Italia. Ma non solo: c’è una percentuale di poco sotto all’8 per cento che si lamenta per il fatto che gli ebrei “parlano ancora troppo di ciò che è avvenuto durante l’Olocausto“. Una cifra che anche in questo caso ha un incremento significativo tra elettori di Lega (14) e Fratelli d’Italia (19).

Una maggioranza larghissima – 8 su 10 – ha le idee chiare su cosa avvenne durante la Shoah, ma resta un 10 per cento secondo il quale lo sterminio degli ebrei è esistito, sì, ma il numero dichiarato di 6 milioni di vittime è “stato ingrandito molto dalla storia”. Per l’uno per cento l’Olocausto è una leggenda e non è mai accaduto. Come si vede dallo scorporo dei dati secondo il livello di istruzione le differenze sono minime tra chi non ha mai studiato e chi ha avuto un’istruzione secondaria o addirittura superiore.

Ma l’antisemitismo non è un fenomeno del passato. Secondo un intervistato su 5 è in aumento in Italia. Per il 60 per cento è come minimo invariato rispetto a un anno fa. Solo il 5 per cento risponde che è diminuito. L’aumento è percepito in particolare nel Nord-Ovest (22%) e al Sud e nelle Isole (21,6). Gli intervistati imputano l’aumento in particolare al “clima di odio generale che si sta diffondendo” in Italia (risponde così il 37 per cento del campione) e al diffondersi di movimenti e partiti estremisti (29,7).

La percezione del fenomeno ancora esistente si concretizza con il 17,5 per cento degli intervistati che racconta di essersi trovato di fronte a comportamenti discriminatori nei confronti degli ebrei nel corso dell’ultimo anno, quota che schizza al 26 per cento soprattutto nel Nord-Est. In particolare l’antisemitismo si ritrova e si riconosce in post offensivi sui social (24,3 per cento delle risposte), in graffiti, vignette, svastiche (23,8), diffamazioni e insulti (19,9). Nel primo caso le percentuali aumentano al Sud e nelle Isole (33 per cento), nel secondo nel Nord-Est (39), nel terzo al Centro (37).

Dal sondaggio di Euromedia per l’osservatorio Solomon emerge che una significativa influenza sul giudizio sugli ebrei viene attribuita alle azioni dello Stato di Israele: per il 18 per cento l’effetto è di cambiare in peggio il giudizio sugli ebrei, percentuale che aumenta rispetto alla media tra gli elettori di centrosinistra e in particolare del Pd. Per giunta il conflitto arabo-israeliano aggrava questo meccanismo: per il 45 per cento la guerra in Medio Oriente contribuisce a generare antisemitismo, cifra che aumenta tra chi ha livelli di istruzione più elevati.

E’ chiaro che sullo sfondo pesano i giudizi favorevoli e non su Israele e Palestina. Sullo Stato ebraico si concentra il 78% dei pareri favorevoli da parte degli intervistati contro il 21 di giudizi non favorevoli. I “sostenitori” della Palestina sono l’82 per cento del campione contro poco meno del 18 di non favorevoli. Simpatizzanti della Palestina si trovano tanto a destra quanto a sinistra: il partito con i sostenitori “più filopalestinese” è infatti Fratelli d’Italia, seguito dal Partito Democratico. Gli elettori della Lega sono invece i meno favorevoli alla Palestina come Stato. Dentro Forza Italia il sostegno a Israele è plebiscitario (93 per cento).

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