Non sono uno spacciatore, sono uno studente e gioco a calcio”. A parlare è il 17enne accusato di spaccio dal leader della Lega, Matteo Salvini, che ha citofonato a casa sua nel quartiere del Pilastro di Bologna, ripreso dalle telecamere durante un evento elettorale. Parla mentre è di spalle, guardando l’avvocata Cathy La Torre a cui la famiglia si è rivolta perché ha intenzione di presentare denuncia contro l’ex ministro dell’Interno e anche nei confronti della signora 61enne, una residente della zona, che ha indicato a Salvini dove citofonare.

È proprio la legale a postare su Facebook il video in cui parla con il 17enne. “È italiano, figlio di un matrimonio misto”, spiega La Torre. Il padre è tunisino e fa il corriere da Bartolini, mentre la madre è italiana. “Gioco a calcio”, racconta il giovane all’avvocata, ed è stato convocato tre volte a Coverciano, dove si allenano le Nazionali. “Non ho precedenti penali“, sottolinea il 17enne, svelando anche che “tra 4 mesi divento papà“.

Il giovane racconta anche di quella sera, della chiamata degli amici che lo avvertono dell’arrivo di Salvini e spiega di avere paura: “Adesso la gente come mi guarderà? Esco e non è più come prima“. “Voglio far capire che non sono uno spacciatore“, ripete più volte il giovane, “sono uno studente”, “gioco a calcio” e “tra 4 mesi divento padre”. La sua richiesta a Salvini è semplice: “Tolga quel video“.

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