Una donna nella cabina di regia della Segreteria di Stato vaticana. Papa Francesco aveva promesso più volte di intensificare la presenza femminile al vertice della Chiesa cattolica e sta attuando le sue intenzioni. Bergoglio ha, infatti, nominato Francesca Di Giovanni sottosegretario per il settore multilaterale della sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ovvero il “ministero degli Esteri” vaticano. Una nomina che arriva mente nei sacri palazzi è ancora forte la polemica per il libro sul celibato sacerdotale del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, dal quale Benedetto XVI ha ritirato la firma come coautore.

“È la prima volta – ha spiegato Di Giovanni a Vatican News – che una donna ha un compito dirigenziale in Segreteria di Stato. Il Santo Padre ha preso una decisione innovativa, certamente, che, al di là della mia persona, rappresenta un segno di attenzione nei confronti delle donne. Ma la responsabilità è legata al compito, più che al fatto di essere donna”. Di Giovanni, da quasi 27 anni in Segreteria di Stato, è nata a Palermo nel 1953, ed è laureata in giurisprudenza. Ha completato la pratica notarile e ha lavorato nell’ambito del settore giuridico-amministrativo presso il Centro internazionale dell’Opera di Maria, il movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich di cui è in corso la causa di beatificazione. Dal 15 settembre 1993 lavora come officiale nella sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Ha svolto il suo servizio sempre nel settore multilaterale, soprattutto per quanto riguarda temi concernenti i migranti e i rifugiati, il diritto internazionale umanitario, le comunicazioni, il diritto internazionale privato, la condizione della donna, la proprietà intellettuale e il turismo.

Con questa nomina la sezione per i rapporti con gli Stati ha due sottosegretari: Di Giovanni, infatti, andrà ad affiancare monsignor Mirosław Wachowski che d’ora in poi si occuperà principalmente del settore della diplomazia bilaterale. “È da vari anni – ha spiegato Di Giovanni – che si pensa alla necessità di un sottosegretario per il settore multilaterale: un settore delicato e impegnativo che necessita di un’attenzione particolare, perché ha modalità proprie, in parte diverse da quelle dell’ambito bilaterale. Ma che il Santo Padre affidasse a me questo ruolo, sinceramente non l’avrei mai pensato. È un ruolo nuovo e cercherò di impegnarmi al meglio per corrispondere alla fiducia del Santo Padre, ma spero di farlo non da sola: vorrei far tanto calcolo sulla sintonia che ha sinora caratterizzato il nostro gruppo di lavoro”.

Il settore multilaterale, come ha spiegato la stessa neo sottosegretaria, si occuperà dei rapporti che riguardano le organizzazioni intergovernative a livello internazionale e comprenderà anche la rete dei trattati multilaterali, che sono importanti perché sanciscono la volontà politica degli Stati riguardo ai vari temi concernenti il bene comune internazionale: lo sviluppo, l’ambiente, la protezione delle vittime dei conflitti e la condizione della donna.

“Non possono – ha commentato Di Giovanni – non tornarmi in mente le parole del Santo Padre nell’omelia del 1° gennaio scorso, in cui egli fa, possiamo dire, un inno al ruolo della donna, dicendo anche che ‘la donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace’. Vorrei poter contribuire a che questa visione del Santo Padre si possa realizzare, con le altre colleghe che lavorano in questo settore in Segreteria di Stato, ma anche con altre donne, e sono tante, che operano per costruire la fraternità anche in questa dimensione internazionale. È importante sottolineare l’attenzione del Papa verso il settore multilaterale, che oggi è messo in discussione da alcuni, ma che ha una funzione fondamentale nella comunità internazionale. Una donna può avere determinate attitudini per trovare punti comuni, curare i rapporti avendo a cuore l’unità. Spero che il mio essere donna possa riflettersi positivamente in questo compito anche se sono doni che riscontro certamente anche nell’atteggiamento dei miei colleghi di lavoro uomini”.

Twitter: @FrancescoGrana

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