“Vogliamo che la regolamentazione del lobbying entri nel programma di governo del presidente Conte“. Lo ha chiesto, in un incontro a Palazzo Vidoni, Federico Anghelé, direttore della sede italiana della non profit The Good Lobby, alla ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone che già sulla sua pagina Facebook rassicura: “Renderemo di nuovo pubblici il registro degli stakeholder e l’agenda degli incontri all’interno dei miei uffici”.
Le speranze dell’organizzazione, “approdata” per la prima volta in Italia lo scorso novembre raccogliendo l’eredità di Riparte il futuro, sono riposte sulla ministra Dadone che “nel suo ruolo di guida può fare tanto: prima di tutto – propone Anghelé – rendendo di nuovo pubblici, online, due strumenti fondamentali per ‘autoregolamentare‘ l’attività di lobbying, il registro dei portatori di interessi e le agende degli incontri della ministra e degli altri dirigenti del ministero”. La misura era già stata introdotta dall’allora ministra della Pubblica amministrazione del governo Renzi e Gentiloni, Marianna Madia, ma venne poi soppressa dalla ministra del Conte I Giulia Bongiorno. Ora ci riprova la Dadone che ha sottoscritto le campagne di The Good Lobby e indicato la regolamentazione del lobbying come una delle priorità dell’azione politica: “Trasparenza effettiva e accountability reale – aggiunge la ministra sempre su Facebook – rappresentano uno dei mantra della nostra azione di governo. La semplificazione delle procedure e l’avvio di una consultazione online ad hoc sulla piattaforma ParteciPa sono però soltanto uno dei tasselli: ecco perché ho voluto accogliere e incontrare i rappresentanti della start-up non profit “The Good Lobby” che lavora alla regolamentazione e alla più ampia accessibilità circa le relazioni tra soggetti privati e settore politico-istituzionale, puntando a riequilibrare i rapporti di forza tra grossi gruppi di interesse e prerogative dei cittadini”. E conclude: “Il M5S, con il nostro portavoce Francesco Silvestri, è protagonista di un progetto di legge che regola in modo trasparente gli scambi tra le pubbliche amministrazioni e i portatori di interessi. Un progetto che mi auguro arrivi a buon fine in tempi stretti”.

Resta il fatto che una legge nazionale sulle lobby è tra gli obiettivi dell’organizzazione, mentre in Parlamento si fatica a istituire una disciplina efficace, lasciando così ampi margini ai cosiddetti “portatori di interesse”. Eppure sul tema sono stati già presentati circa 50 disegni di legge in 50 anni, di cui 8 solo durante l’ultima legislatura e tutti firmati da forze politiche di maggioranza: quattro del Pd, due del M5s e due dell’attuale Italia Viva,deposistate in Commissione Affari costituzionali della Camera. “Vista l’abbondante iniziativa delle attuali forze di governo ci aspettiamo che una legge sul lobbying venga presto inserita tra le priorità dell’agenda politica – aveva già precisato a novembre Federico Anghelé – Ci impegneremo perché questo accada. Tanto più che, secondo un sondaggio che abbiamo condotto a luglio su un campione di senatori e deputati, il 95% dei parlamentari intervistati dell’attuale maggioranza considera molto urgente l’approvazione di una normativa ad hoc”.
Ecco, dunque, che l’organizzazione fondata da Alberto Alemanno, docente di diritto europeo alla Hec University di Parigi, e da Lamin Kahadar, avvocato e Pro Bono Manager Europa per Dentons, invita politica e istituzioni a prendere una decisione. “Le cronache degli ultimi mesi – precisa Anghelé – hanno messo in luce non solo i limiti dell’attuale normativa sul finanziamento alla politica, ma anche le modalità con cui gli attori del settore economico cercano di influenzare le decisioni pubbliche. Per evitare questo cortocircuito tra affari, politica e istituzioni occorre agire in fretta per evitare un’ulteriore escalation di sfiducia nei confronti delle istituzioni rappresentative”.
Non è tutto: The Good Lobby nelle scorse settimane ha lanciato anche una “petizione – continua sempre Anghelé – per chiedere una stretta sul lobbying già sottoscritta da oltre 5mila cittadini e ha offerto la sua massima collaborazione alla ministra Dadone anche nel supportare la formazione dei funzionari pubblici, aiutandoli ad individuare e attuare forme di comportamento etiche di fronte alle istanze presentate dai lobbisti”.

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