A due giorni dalla fiducia ottenuta dal nuovo governo Sanchez grazie all’astensione di Erc (Esquerra Republicana de Catalunya), il partito della sinistra catalana la Corte suprema spagnola non riconosce l’indipendentista Oriol Junqueras come eurodeputato al Parlamento europeo e rifiuta dunque di rilasciarlo dal carcere. Il 19 dicembre la Corte di Giustizia dell’Ue aveva sentenziato che la sua elezione a eurodeputato del 26 maggio 2019, cinque mesi prima della condanna, prevedeva che da quella data il politico dovesse essere considerato un membro del Parlamento dell’Unione europea e, di conseguenza, “gode, da quel momento in poi, delle immunità connesse alla carica“.

Nei giorni scorsi la giunta elettorale centrale spagnola aveva deciso che il presidente del governo catalano Quim Torra fosse estromesso dal Parlamento dopo una condanna all’interdizione dai pubblici uffici per 18 mesi, condizione che dovrebbe portarlo a lasciare anche la presidenza della Generalitat. La stessa giunta aveva confermato che Junqueras, in carcere dal 2017 per il tentativo di secessione, non potrà ricoprire la carica di deputato al Parlamento europeo. Però proprio il caso Junqueras è stato al centro delle trattative per la formazione del governo.

Nei giorni scorsi l’Avvocatura dello Stato spagnola, direttamente dipendente dal governo di Madrid, che aveva chiesto alla Corte Suprema di autorizzare l’indipendentista catalano Oriol Junqueras ad uscire dal carcere per svolgere le sue funzioni di eurodeputato, come richiesto recentemente anche dalla Corte di Giustizia dell’Ue. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da El Mundo, il Psoe ha concordato con gli indipendentisti la creazione di un tavolo negoziale per discutere la situazione in Catalogna da istituire entro quindici giorni dalla formazione del nuovo esecutivo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Vietnam, la squadra di donne che elimina le bombe inesplose della guerra: “Non lo facciamo per i soldi, ma per garantire un posto più sicuro”

next
Articolo Successivo

Francia, 36esimo giorno di sciopero contro la riforma delle pensioni di Macron. I sindacati: “216 manifestazioni in tutto il Paese”

next