“Dottoressa Morselli, saremo intransigenti“. Alla vigilia di Natale il premier Giuseppe Conte fa visita a Taranto per ribadire che “lo Stato ci metterà la faccia” e il governo sta lavorando al piano industriale dell’ex Ilva per “migliorarlo” e “renderlo sempre meno carbonizzato”. Il presidente del Consiglio si è presentato prima all’ospedale ‘Santissima Annunziata’, ma poi ha scelto la visita all’acciaieria e l’incontro con lavoratori e sindacati per il suo discorso, rivolto direttamente all’amministratrice delegata di Arcelor Mittal, Lucia Morselli. “La dottoressa Morselli al momento è la mia antagonista, proprio così”, ha detto il premier rivolgendosi direttamente all’amministratrice delegata, anche lei presente al consiglio di fabbrica dell’ex Ilva. “Lei sa che abbiamo 30 giorni di tempo per elaborare un nuovo piano industriale. Lo sa bene lei, lo sa bene Mittal. Diventeremo partner solo con un piano industriale condiviso, per ora siamo su fronti contrapposti“, ha aggiunto Conte.

Il premier ha promesso agli operai intransigenza: “Dovremo garantire gli obiettivi e fare in modo che i lavoratori vengano qui e sentirsi nelle condizioni di non creare un dramma familiare, che non vengano guardati in malo modo dai loro stessi parenti perché lavorano in uno stabilimento tossico e nocivo che crea problemi alla salute dei cittadini. Dobbiamo puntare a uno stabilimento innovativo a livello mondiale. Il signor Mittal ha sposato questo obiettivo“, ha dichiarato il premier. “Non ci dobbiamo prendere in giro, il diritto alla salute – ha insistito Conte – deve venire prima. Se facciamo una scala di valori la salute è prioritaria, poi vengono l’ambiente e il lavoro. Tutte queste condizioni possono essere assicurate, questi sono beni primari ugualmente importanti e possono essere tenuti insieme. Per fare questo occorre una grande determinazione, impegni finanziari, progettualità e ovviamente serve anche la parte dello Stato. Noi ci siamo“.

“Abbiamo ottenuto – ha proseguito il premier parlando agli operai – una tregua dal punto di vista giudiziario, noi ci siamo difesi. Il piano industriale originario non lo accetteremo. Stiamo lavorando e conteranno i risultati. C’è la volontà di elaborare questa condivisione di obiettivi e pervenire a un piano che sia sostenibile dal punto di vista economico e finanziario, altrimenti non si va da nessuna parte”. L’obiettivo del governo, ha chiarito ancora una volta Conte, è la “transizione energetica” verso la decarbonizzazione: “Vogliamo che lo stabilimento diventi innovativo dal punto di vista tecnologico, ce ne sono in giro per il mondo. Vogliamo rendere la fabbrica un fiore all’occhiello“.

Il premier, durante il suo saluto agli operai e ai rappresentanti sindacali del Consiglio di fabbrica, ha ribadito anche l’attenzione del governo alla tutela del livello occupazionale: “Non vogliamo sia sacrificato in questo progetto”. “Vogliamo un risanamento ambientale ancora più efficace, vogliamo che voi operai veniate a lavorare in sicurezza, che vi sia garantito il diritto alla salute che è un bene primario”. Conte ha affermato che ci sono operai “di questo stabilimento che si recano al lavoro e si sentono squarciati dal dilemma: vengo qui ma rischio di ammalarmi. Questo dilemma non lo dovete vivere più“. “Ci sarà lo Stato come azionista e come controllore. Lo Stato non ha la capacità industriale, il partner industriale – ha detto Conte agli operai – sarete voi“.

“Sono qui per portare la testimonianza dell’attenzione e della premura per questa comunità ferita. Quando sono venuto a Taranto ho promesso che il sistema Italia avrebbe lavorato per alleviare le sofferenze”, ha detto il premier parlando ai giornalisti poco minuti prima della sua visita all’impianto. “Stiamo lavorando al piano industriale, abbiamo ormai confermato che ci sarà il coinvolgimento dello Stato. Vogliamo migliorare questo piano, renderlo sempre meno carbonizzato, lo Stato è una garanzia per tutti”, ha detto Conte in un punto stampa. Poi ha commentato il decreto “cantiere Taranto” che il governo è chiamato a varare nei prossimi giorni: “Alcune misure le abbiamo approvate, altre le approveremo. Nel complesso sta venendo una bella risposta che offriamo per il rilancio di questa città. Sono molto fiducioso, l’Italia è membro del G7, è impossibile che l’Italia non riesca a risollevare una città“. Il decreto Cantiere Taranto prevede un pacchetto di misure per rilanciare la città dell’Ilva e supportare gli operai ‘espulsi’ dall’acciaieria: dal rifinanziamento della cassa integrazione alla demolizione delle case abusive nel centro storico della città jonica. Quello che ancora manca in buona parte, stando all’ultima bozza visionata da ilfattoquotidiano.it, sono le coperture.

Il reparto di Oncoematologia pediatrica visitato da Conte è stato intitolato qualche giorno fa a Nadia Toffa, la giornalista delle Iene morta lo scorso agosto. Presenti anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il prefetto Antonella Bellomo e i vertici locali delle forze dell’ordine. Conte ha avuto un colloquio con la mamma di uno dei pazienti ricoverati nel reparto, morto il 25 gennaio scorso. “Ho detto al premier – ha riferito la madre del 15enne scomparso – che questo è il primo Natale senza mio figlio, gli ho lasciato la maglietta con l’immagine di Giorgio e ho ribadito che per noi la fabbrica va chiusa perchè qui ci ammaliamo e moriamo. Gli ho detto che se un giorno mi dovessero trovare un tumore la faccio chiudere io quella fabbrica. Il premier non mi ha risposto in quel momento. Poi insistendo mi ha detto che stanno lavorando per la decarbonizzazione”. La signora ha osservato che “questo non è giusto perchè a Genova invece è stata chiusa l’area a caldo in quanto considerata incompatibile con la vita umana e devono chiuderla anche qua perchè non siamo cittadini di serie B”.

IL 20 DICEMBRE IL PREACCORDO TRA MITTAL E COMMISSARI
Quattro giorni fa, al palazzo di Giustizia di Milano, è stato firmato un preaccordo tra ArcelorMittal e i commissari straordinari per portare avanti la trattativa che deciderà il futuro dell’acciaieria di Taranto. Una soluzione in extremis per evitare l’inizio dell’udienza al Tribunale di Milano in cui si doveva discutere il durissimo ricorso cautelare urgente che i commissari hanno presentato a novembre come contromossa all’atto di citazione presentato da Mittal che vuole recedere dal contratto firmato a settembre 2018. Con l’accordo firmato, l’udienza sul ricorso è stata rinviata al 7 febbraio. L’intesa raggiunta riguarda la trattativa per la ristrutturazione del contratto originario di affitto e vendita degli stabilimenti e per l’operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico: c’è ancora un mese e mezzo di tempo per trovare l’accordo definitivo.

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