Centinaia di agricoltori hanno invaso Parigi mercoledì, bloccando il traffico con un migliaio di trattori e rovesciando balle di fieno sulle strade. Obiettivo della mobilitazione era manifestare contro le “crescenti difficoltà economiche” e invocare un rapido intervento del presidente Emmanuel Macron. “Macron rispondici“, è stato il grido di battaglia della giornata. La protesta degli agricoltori ha riguardato anche altre città francesi, come Lione e Le Mans. A Tolosa, i manifestanti hanno invaso un mercato per denunciare la “distorsione della concorrenza” tra i prodotti francesi e quelli esteri. Alcuni sindacalisti si sono inoltre scagliati contro gli accordi di libero scambio sanciti dall’Unione europea, ritenuti ingiusti, e hanno chiesto di incontrare Macron.

La manifestazione è cominciata all’alba, quando un migliaio di trattori ha provocato rallentamenti e blocchi del traffico. Interrotto il Boulevard Périphérique, l’anello stradale che circonda la capitale. Le proteste sono state indette dai sindacati Fnsea e Jeunes Agriculteurs, furiosi per i prezzi considerati troppo bassi e le regolamentazioni ritenute eccessive.
Contemporaneamente circa 200 agricoltori hanno bloccato l’avenue degli Champs-Elysées, nonostante fosse vietata alle proteste. I manifestanti hanno rovesciato balle di fieno davanti al ristorante Fouquet’s, simbolo del lusso parigino, di fronte a uno schieramento di agenti in tenuta antisommossa.

Secondo un conteggio ufficiale diffuso a fine pomeriggio dal ministero dell’Interno, i mezzi agricoli entrati mercoledì a Parigi sono stati 1086. “Numeri importanti, segno di una grossa mobilitazione”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, Didier Guillaume, che fin dall’inizio della protesta ha cercato di evitare strappi, mostrandosi comprensivo e solidale con i manifestanti. “Sostengo la rabbia degli agricoltori e questa manifestazione”, ha detto Guillaume ai microfoni di radio Europe 1.

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