L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha fatto visita domenica a don Giorgio De Capitani, il sacerdote condannato lo scorso 11 novembre per diffamazione dal Tribunale di Lecco a seguito di una querela del leader della Lega ed ex-ministro degli Interni Matteo Salvini. Appena terminato l’incontro, avvenuto nell’abitazione di don Giorgio a La Valletta Brianza, in provincia di Lecco, il sacerdote, famoso per le sue invettive contro Silvio Berlusconi prima e Matteo Salvini poi, ha scritto sul suo siti di aver ricevuto solidarietà dall’arcivescovo: “È stato un bell’incontro. Gli ho detto tutto quello che dovevo dire e l’arcivescovo mi ha espresso la sua solidarietà, al di là del modo di pensare di ciascuno, autorizzandomi a rendere noto l’incontro”. Parole seguite subito da una nota della Curia: “L’arcivescovo è andato a trovare un suo prete, come fa con tanti altri“.

Poi sempre sul suo sito, don Giorgio, 81 anni, è ritornato a parlare della sentenza di condanna dell’11 novembre: “Non tutto il male vien per nuocere” perché la decisione del tribunale è stata una “bomba” che ha scatenato anche un’apertura “provvidenziale dagli aspetti diversi”. E ancora: “Ci è voluto una condanna pesante perché succedesse come un miracolo. Prima la telefonata, subito dopo la sentenza, di monsignor Franco Agnesi, con cui il vicario generale della diocesi milanese mi esprimeva sentitamente solidarietà, disposto anche, forse in nome della curia, di aiutarmi economicamente, vista l’ingente somma che dovrei versare a Salvini e allo Stato, e poi, dopo qualche giorno, il 14 novembre, lo stesso arcivescovo di Milano, Mario Delpini, mi ha scritto di suo pugno un biglietto in cui chiedeva di incontrarlo”.

“Prima che mi arrivasse il biglietto dell’arcivescovo – precisa don Giorgio sul suo sito – avevo realizzato un video, in cui, dopo l’incontro di Salvini e il cardinale Ruini e dopo l’invito da parte del leader leghista per un altro incontro al cardinale di Bologna Matteo Zuppi, con il proposito di allargare i colloqui ad altre autorità ecclesiastiche, avevo posto qualche domanda alla Curia milanese: quale sarebbe stata la sua scelta? accettare l’incontro con Salvini oppure rifiutarlo?” E conclude: “Ecco la risposta immediata dell’arcivescovo, che ha espresso esplicitamente con una visita personale la sua solidarietà nei miei riguardi. Non è difficile vedervi una scelta esplicita della Curia milanese, che ha preferito solidarizzare con un prete anti-salviniano nell’anima e nel corpo. Questa è la realtà dei fatti. Certo, si può discutere sulle mie supposizioni, ma è veramente difficile confutarle”.

Foto dal sito del sacerdote dongiorgio.it

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