L’Ue deve contribuire a regolamentare “un mondo globale che non ha regole”, deve cominciare a farlo rivedendo il regolamento di Dublino e deve rivedere alcuni suoi meccanismi: “Il diritto di veto (in sede di Consiglio Ue, ndr) per esempio, è obsoleto e scandaloso“. In attesa dell’insediamento della nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen, David Sassoli illustra la sua ricetta per far fronte alla epocale questione delle migrazioni.

“L’Europa deve far sì che ci sia una politica di accoglienza, una politica per l’immigrazione. Una Europa che non decide è una Europa che si allontana dai cittadini”, ha detto il presidente del Parlamento europeo, nel corso del convegno promosso a Firenze dalla Conferenza episcopale toscana sul tema Umiltà, disinteresse, beatitudine. Rileggere il Convegno ecclesiale di Firenze. “L’Europa – ha aggiunto – serve agli standard dei cittadini europei ma serve anche come strumento per regolare un mondo globale che non ha regole”. Il presidente del Parlamento europeo ha sottolineato che “servono regole che umanizzino i meccanismi globali, questo lo può fare solo l’Europa. Un po’ lo sta già facendo, ma è necessario” migliorare la situazione.

La prima cosa fare, aveva detto poco prima Sassoli, intervenendo alla Festa del Foglio, è riformare il regolamento di Dublino, che prevede che il migrante debba chiedere asilo nel Paese di primo ingresso e debba restarci a vivere: “E’ il punto di partenza, perché l’Europa non ha competenze sulla politica migratoria, per poter avere una politica europea bisogna avere un punto di partenza e cioè il principio che se una persona arriva da noi arriva in Europa ed è l’Europa che comincia ad occuparsene”.

Per Sassoli, “quella riforma può determinare questa svolta e cioè dire all’Europa di mettere in campo delle politiche sui fenomeni migratori, tutto parte da lì. Ecco perché – ha aggiunto – mi sono battuto affinché il Consiglio continui a riflettere sul fatto che quella riforma la tiene nel cassetto, per noi questo è scandaloso e dimostra poca considerazione della volontà dei cittadini da parte di molti governi”.

Sottotraccia, tuttavia, riporta La Stampa, qualcosa continua a muoversi. La Germania avrebbe preparato a una proposta per superare il regolamento di Dublino che prevede l’abolizione del principio del Paese di primo ingresso, quote obbligatorie per tutti gli Stati membri, responsabilità chiare per evitare movimenti secondari e un meccanismo di redistribuzione automatica dei richiedenti asilo e delle persone da rimpatriare. Secondo il quotidiano di Torino il “non-paper” sarebbe a diventare la vera base dei negoziati di questa legislatura Ue.

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