“Sicuramente il Movimento è in un momento di difficoltà e lo ammetto prima di tutto io. C’è bisogno di mettere a posto alcune cose“. Non è un’indicazione di voto esplicita, ma il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, durante la sua conferenza stampa al Senato spiega se non altro perché a suo parere può essere utile una pausa elettorale. A decidere saranno gli iscritti alla piattaforma Rousseau, a cui Di Maio ha affidato la decisione se correre alle Regionali in Emilia Romagna e Calabria. Oggi gli utenti hanno tempo fino alle 20 per decidere se concedere al Movimento “una pausa elettorale per la preparazione degli Stati generali del M5s e quindi saltare i due appuntamenti dei prossimi mesi. Una decisione e una formulazione del quesito – secondo molti “già orientata” – diventa oggetto di critiche e attacchi da parte di consiglieri e parlamentari Cinquestelle.

“Il Movimento sta facendo questa azione non per decidere esclusivamente su un appuntamento elettorale ma perché riconosciamo che c’è un momento di difficoltà, che dopo 18 mesi al governo e 10 anni nelle istituzioni, abbiamo bisogno di definire una nuova carta di valori, una nuova organizzazione e nuovi obiettivi“, si difende Di Maio in conferenza stampa. “È normale – prosegue il capo politico M5s – che devi dedicare tutte le energie che hai a quell’obiettivo sennò non riesci“. Di Maio ricorda ad esempio che “i facilitatori dovevano essere pronti entro settembre, poi è caduto il governo e tutto si è ritardato”. E conclude: “Dobbiamo sistemare alcune cose dentro il Movimento e sono due anni che ce lo diciamo e diciamo sì, ma dopo questa elezione…”.

“Abbiamo bisogno di un po’ di tempo, come Movimento, per rigenerare obiettivi, organizzazione e identità, ma se ci sono elezioni ogni due mesi, questo è impossibile“, è il ragionamento del ministro degli Esteri. Ecco quindi che “se vogliamo fare degli Stati generali, ma veri e che diano uno shock positivo, abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Il team del futuro si insedia il 15 dicembre, da allora sarà impegnato a organizzare gli Stati generali”, annuncia Di Maio.

A condividere la posizione del capo politico è un altro ministro M5s, Vincenzo Spadafora: “A distanza di 10 anni il M5s ha raggiunto alcuni dei risultati che si era prefissato: la lotta alla casta e alla corruzione, il cambio del vecchio sistema dei partiti, l’importanza della democrazia diretta, il risultato straordinario del marzo 2018″, scrive su Facebook. “Oggi dobbiamo dimostrare lo stesso coraggio di allora: fermiamoci a riflettere su come migliorare il M5s, anche alla luce dei risultati elettorali che non ci hanno premiato a livello locale, e su come rilanciare con nuove idee la nostra visione dell’Italia per i prossimi 10 o 20 anni“, aggiunge. “Attivisti e portavoce in Emilia Romagna e in Calabria hanno fatto un lavoro straordinario sui territori che non sarà e non deve essere disperso ma penso che non dovremmo impegnarci nei prossimi mesi nelle campagne elettorali” per permettere a tutti “di partecipare a un percorso in cui la priorità sia il M5s, per ripartire dalle sue origini visionarie, da nuove parole, da temi inediti; dalla capacità di generare la voglia di immaginare un Paese diverso e partecipare alla sua costruzione. Una pausa prima del nuovo lancio“.

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