Assorbenti detassati in Germania a partire dal prossimo anno. Lo ha fatto sapere il governo di Berlino: dal primo gennaio 2020 l’Iva passerà dal 19% (quella prevista per le merci di lusso, come sigarette e vino) al 7% (la quota prevista per i prodotti di necessità giornaliera). A influenzare la decisione dell’esecutivo tedesco una petizione online, lanciata dalle attiviste Nanna-Josephine Roloff e Yasemin Kotra e rivolta al Parlamento: in poco tempo ha raggiunto le 200mila firme. Roloff ha esultato sul suo account Twitter: “Ce l’abbiamo fatta, la Germania non tasserà più i prodotti per il ciclo mestruale!”.

“Molte donne si stanno impegnando per questo tema, e noi ci impegneremo per realizzare quello che chiedono”, aveva detto qualche giorno fa il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz, nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti. Lo stesso Scholz aveva inoltre confermato come sia stata la petizione a spianare la strada per il cambiamento della legge. Roloff, riporta sempre la Cnn, non si vuole fermare: “La tampon tax è la dimostrazione di come la misoginia sia ancora prevalente nella nostra società”. E pensa già a nuove campagne per chiedere la distribuzione gratis di assorbenti in tutti i servizi pubblici, come scuole, ospedali e bagni. La deputata verde Lisa Paus, su Twitter, ha parlato di “grande successo” e di “un importante passo verso un sistema di tasse che non discriminano le donne”.

All’interno dell’Unione Europea, la Germania ha una delle tasse più alte sui prodotti per l’igiene femminile, posizionandosi 11esima sul numero totale di 28. Al primo posto della classifica c’è l’Ungheria – riporta la Cnn – dove l’Iva sui prodotti igienici per donne raggiunge il 27%, seguita da Danimarca, Croazia e Svezia, con il 25%. In Italia, la tassa è al 22%. Fra gli altri Paesi che prevedono di intervenire sulla tampon tax per abbassarla – o che l’hanno già abbassata – ci sono Francia, Spagna, Portogallo e Olanda. Irlanda e Grecia si muovono in altre direzioni, fra loro opposte: il governo di Dublino è l’unico in Europa ad aver messo un’Iva pari a zero sui prodotti sanitari, mentre Atene ha deciso di alzarla, dal 13% al 23%. A livello mondiale, sono pochi i Paesi che non hanno caricato questo tipo di prodotti: fra questi, Canada, India, Kenya e alcuni degli Stati Uniti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

La storia di Giovannino abbandonato? Sui giornali vorrei leggere anche di chi ha accolto

next
Articolo Successivo

Tampon Tax, proposta per abbassare Iva sugli assorbenti al 10%. Boldrini: ‘Azione bipartisan’

next