Lo Stato orientale australiano del New South Wales – che ha come capitale Sydney – ha proclamato lo stato di emergenza per gli incendi che stanno mettendo in ginocchio il Paese dalla settimana scorsa. L’ordine è arrivato dalla premier dello Stato Gladys Berejiklian. Una scelta dovuta, come lei stessa ha spiegato, “alle catastrofiche condizioni climatiche previste per la settimana, in particolare domani, con alte temperature e forti venti”. E avverte: “La situazione può cambiare in modo repentino. Per amor del cielo, state lontano dalle zone boschive”. Mentre il commissario del New South Wales Rural Fire Service, Shane Fitzsimmons ha precisato che il “pericolo incendi catastrofico in tre regioni del New South Wales, inclusa l’area della periferia di Sydney, va oltre la scala convenzionale”.

L’allerta è alta: gli incendi dei giorni scorso hanno causato già la morte di tre persone e il ferimento di un centinaio di altre, tra questi anche 20 vigili del fuoco, e danneggiato oltre 150 abitazioni. Il bilancio resta ancora provvisorio. Attualmente i focolai ancora da spegnere e fuori controllo in tutto lo Stato sono 60-40. Mentre le scuole chiuse sono 40. Numeri in aumento dopo lo stato di emergenza appena proclamato, che dà al Rural Fire Service e ai suoi vertici il potere di mobilitare tutte le risorse dello Stato, coordinare le evacuazioni, disporre interruzioni nei rifornimenti di gas, elettricità, acqua, carburanti e ordinare chiusure di esercizi commerciali nonché disporre di spazi e strutture.

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