Elezioni in Umbria? Il risultato del voto è significativo: un centrodestra unito ha mandato a gambe all’aria quella che doveva essere l’unione del secolo, cioè l’alleanza Pd-M5s. E’ come se uno chef della politica molto originale avesse voluto creare un piatto gourmetmettendo insieme acciughe e marmellata. Ma mi sembra invece che il piatto sia sia rivelato un pasticcio immangiabile“. Sono le parole del deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, intervistato da Diego Sabatinelli per Radio Radicale.

“Gli elettori – continua – hanno dimostrato puntualmente che l’abbraccio dei 5 Stelle col Pd è mortale per l’uno e per l’altro. In Umbria il centrodestra ha vissuto un po’ di rendita da questa scellerata unione M5s-Pd, che peraltro non riesce a far intravedere niente di buono neanche a livello nazionale”.

E aggiunge: “Oggi un elettore di sinistra è completamente decerebrato di qualsiasi componente ideologica e culturale. Non si sa cosa è. E’ un po’ renziano, un po’ zingarettiano, magari con qualche reminiscenza di D’Alema e poi si ritrova Di Maio che dirige le operazioni di tutto. Mi sembra che ci sia poco da essere allegri. Io sono un po’ nostalgico di quella bella sinistra ideologica che consentiva anche a chi non condividesse quelleo opinioni di avere idee culturalmente diverse e di essere alternativo. Oggi invece – continua – prevalgono la confusione, la sovrapposizione, la sostituzione del governo con la voglia di potere. E in questo Renzi è stato maestro nella scorsa legislatura, sostituendo alla necessità di governo nell’interesse degli italiani la ricerca affannosa del potere. L’essere andato col M5s per il Pd, nel medio termine, potrebbe essere il suo più incredibile errore, addirittura la Caporetto definitiva di una sinistra che ormai non ha più nessun nerbo e nessuna spina dorsale, essendosi piegata clamorosamente ai desiderata di Di Maio e soci”.

Il giurista si sofferma sul taglio del numero dei parlamentari: “È stato come tagliarsi una gamba per risparmiare una scarpa. Un nulla certificato che rischia solo a incrementare il rischio di una oligarchia. Quando le commissioni parlamentari alla Camera e al Senato saranno composte da 12 o da 7 persone, qualcuno mi dovrà dire perché questo è un miglioramento della democrazia. Questa è veramente una boiata, una boutade senza pari. E il risparmio è ridicolo, ormai è certificato. E’ l’ennesima, inutile e dannosa coccarda del M5s, ottenuta prima con la connivenza della Lega e adesso del Pd, ancora più colpevole, perché avrebbe potuto e dovuto fermare questa corsa verso un populismo pericoloso che con la Costituzione non ha nulla a che vedere. Dicono che la gente voleva questo taglio. Ma la gente chi? Qual è il sollievo che ha la piazza da tutto questo? Zero”.

E attacca nuovamente i 5 Stelle: “Vogliono abrogare il Parlamento, diciamo la verità. Il loro scopo chiaro è quello di attaccare la democrazia rappresentativa, ma per fortuna c’è una Costituzione che almeno fino a oggi lo impedisce. Il populismo parlamentare è una deriva assolutamente pericolosa. E poi ridurre il numero dei parlamentari senza intervenire sulla legge elettorale è stata un’altra follia. C’è una improvvisazione continua, specie in pseudo-riunioni in cui ciascuno si improvvisa quello che non è. C’è una mancanza assoluta di competenza, per cui tutti sono capaci di fare jazz senza conoscere una nota degli spartiti”.

Poi chiosa: “A differenza del mio gruppo, in cui molti hanno votato a favore del taglio del numero dei parlamentari per ragioni populistiche, io non ho votato. In modo civile ho mostrato e sollevato la tessera di Forza Italia, un po’ come Tommie Smith alle Olimpiadi del Messico del ’68. Il problema è seguire l’onda. Parafrasando Paolo Conte, onda su onda si arriva poi al dissesto”.

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