Il governo ha posto la fiducia sul decreto Imprese anche alla Camera, dopo che una settimana fa il provvedimento è passato al Senato. Lo annuncia all’assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. La capigruppo della Camera ha stabilito che domani dalle 16 si svolgeranno le dichiarazioni di voto e l’appello per votazione nominale avrà inizio alle 17:30. Il termine per la presentazione degli odg è stato fissato alle 11 di domani mattina. Il decreto va convertito entro il 5 novembre.

La settimana scorsa su richiesta di un gruppo di deputati M5s è stata stralciata la contestata norma sull’immunità penale per i gestori dell’ex Ilva di Taranto. Approvato “salvo intese” in uno degli ultimi Consigli dei ministri del governo Lega-M5s, il decreto è stato firmato nei primi giorni di settembre dal presidente della Repubblica.

La nuova maggioranza si è accordata per la conferma dell’articolo che aumenta le tutele per i ciclofattorini, nonostante le proteste di diversi gruppi di rider. Per tutti è previsto il superamento del cottimo, una paga agganciata ai contratti collettivi e tutele sanitarie e previdenziali. Poi per quanti portano piatti pronti in sella a una bici con regolarità, insomma per i rider di professione, scatta il trattamento da lavoro subordinato. Quindi un doppio binario: un nocciolo di garanzie che vale per chi svolge l’attività occasionalmente e le condizioni del lavoro dipendente per quanti sono impiegati in modo continuativo. Due le scadenze stabilite nel decreto: l’obbligo di copertura Inail dopo tre mesi dell’entrata in vigore e il compenso minimo dopo dodici.

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