Watch GT 2 è il nuovo smartwatch Huawei indirizzato agli sportivi. Le novità rispetto al primo modello consistono nella gestione migliorata delle notifiche, l’introduzione di microfono e altoparlante per rispondere alle telefonate direttamente dall’orologio. La versione che abbiamo provato, con cassa è da 46 mm, ammicca soprattutto al pubblico maschile. Esiste però una versione da 42 mm che è indicata per il pubblico femminile. I punti a favore sono molti, a partire dall’elevata qualità costruttiva, passando per il gran numero di attività tracciate. Da apprezzare anche l’autonomia e l’impermeabilità fino a 50 metri.

La nostra opinione è che siamo di fronte a uno dei migliori smartwatch del mercato, rivolto a chi è alla ricerca di uno smartwatch da abbinare allo smartphone Android. Il prezzo di 249 euro è importante, ma in linea con il mercato e con quanto offerto. Per gli utenti Apple la scelta migliore resta il Watch, in virtù anche dell’ecosistema superiore.

Design

Huawei Watch GT 2 ha le sembianze di un orologio da polso classico. La versione di prova è la Pebble Brown con cassa da 46 mm e cinturino in pelle marrone. Le lettrici farebbero bene a dare un’occhiata alla variante da 42 mm, che peraltro ha anche un design leggermente diverso con forme più arrotondate. A prescindere da questo, Watch 2 non è uno smartwatch compatto: ha uno spessore di 10,7 millimetri e pesa 41 grammi. La versione femminile pesa 29 grammi. Quando lo si indossa il peso si fa sentire, anche se non ci è sembrato scomodo. Una volta abituatisi alle dimensioni, diventa un buon compagno della routine quotidiana.

Il cinturino ha un aggancio classico da 22 mm, che permette di sostituirlo con molti modelli diffusamente disponibili. Il contrasto tra la ghiera nera e la cassa argentata riprende l’aggancio del cinturino. Sulla parte posteriore ci sono il sensore per il battito cardiaco e i connettori magnetici per la ricarica, che avviene mediante una basetta fornita in dotazione.

Lo schermo AMOLED da 1,39 pollici ha una risoluzione di 454 x 454 pixel e si vede perfettamente all’aperto. È un aspetto importante per uno smartwatch, in questo caso accentuato dagli angoli di visuale molti ampi e dal contrasto elevato. Lo schermo è touch e risponde prontamente quando ci si muove nell’interfaccia di sistema. È assente la funzionalità always-on: per controllare l’ora bisognerà sempre accentuare il movimento di rotazione del polso.

Funzioni e autonomia

Watch GT 2 ha una spiccata vocazione sportiva. Il sistema operativo proprietario consente di monitorare corsa all’aperto, corsa al chiuso (tapis roulant), passeggiata all’esterno, passeggiata all’interno, bicicletta, cyclette, nuoto, alpinismo, vogatore, ellittica e molto altro. Nei test di corsa e nuoto il monitoraggio si è rivelato preciso. Lo stesso per il monitoraggio continuo del battito cardiaco, che abbiamo trovato attendibile anche nella misurazione singola, un dettaglio non da poco. Gli appassionati di jogging apprezzeranno la presenza del GPS, che tiene traccia del percorso svolto.

La maggiore novità rispetto al predecessore è la gestione delle notifiche. Si possono leggere sullo schermo i testi integrali dei messaggi, fatta eccezione per le emoji. Non si possono tuttora visualizzare le immagini inviate tramite le piattaforme di messaggistica istantanea, come ad esempio WhatsApp. Tramite il touchscreen si può controllare anche la riproduzione musicale.

Huawei Watch GT 2 gestisce le chiamate tramite la connessione Bluetooth con lo smartphone. Altoparlante e microfono permettono di dialogare con l’interlocutore direttamente dal polso, che non è comodissimo ma in alcune situazioni può tornare utile.

La nota dolente è l’assenza di uno store proprietario da cui poter scaricare, ad esempio, nuove Watch Face (oltre quelle che è possibile installare dall’applicazione) e ampliare le funzionalità dello smartwatch. È assente anche un sistema per il pagamento in mobilità, in stile Apple Pay per intenderci.

Chiudiamo con le buone notizie. L’autonomia sfiora le due settimane con un uso normale, senza rinunciare da alcuna funzionalità. L’unico elemento che prosciuga la batteria in maniera evidente è l’uso del GPS, che attivato regolarmente fa scendere l’autonomia a poco meno di 10 giorni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Indivisible: il titolo di Lab Zero e 505Games si presenta con uno stile unico e si evolve rispetto al genere

next
Articolo Successivo

Custodia per smartphone sensibile come la pelle, reagisce a solletico e pizzicotti

next