A fine aprile suo padre, Akihito, aveva annunciato l’abdicazione. La prima in 200 anni di storia del Giappone. E ora Naruhito è stato ufficialmente proclamato il nuovo imperatore, in una cerimonia solenne al palazzo imperiale di Tokyo, alla presenza di circa duemila ospiti, tra cui capi di stato e dignitari di 190 nazioni. E nel giorno della sua incoronazione, concede la grazia a 500mila persone accusate di reati lievi, che comprendono anche le infrazioni stradali. Nel suo discorso inaugurale il nuovo sovrano del trono del Crisantemo, la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo, ha detto che “si impegnerà a rispettare la Costituzione e adempiere le proprie responsabilità come simbolo dello stato e l’unità del popolo giapponese”. Vestito con la tunica tradizionale di color arancione ‘Korozen no goho’, dallo stile risalente al nono secolo, il 59enne Naruhito era accompagnato dalla consorte Masako, su un trono adiacente, con addosso un kimono di corte.

“Faremo del nostro meglio per la tutela della pace e il mantenimento della speranza nel nostro Paese”, ha detto il premier nipponico Shinzo Abe nel discorso che ha seguito la proclamazione dell’imperatore. Per festeggiare l’occasione il governo di Tokyo aveva deciso di far coincidere il rituale con un giorno di festività nazionale, mentre la parata che avrebbe dovuto seguire la cerimonia odierna è stata posticipata al 10 novembre per meglio gestire l’emergenza del tifone Hagibis, abbattutosi sull’arcipelago la scorsa settimana. Almeno 26mila uomini delle forze dell’ordine sono stati dispiegate in una Tokyo inusualmente fredda e piovosa. La coppia imperiale prenderà parte a un banchetto di corte previsto nel corso della serata.

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