La sindaca di Torino, Chiara Appendino, chiederà di essere processata con il rito abbreviato nell’ambito del procedimento Ream. È la stessa prima cittadina ad annunciarlo prima dell’udienza: “Sono, infatti, fermamente convinta di avere sempre operato nell’interesse della collettività e della Città”. Appendino è accusata di falso e abuso d’ufficio per un debito di 5 milioni non iscritto nel primo bilancio della Città sotto la sua amministrazione. “Questa mia scelta, garantendo una più rapida definizione del processo, va nell’interesse anche della Città che rappresento”

Il reato contestato è il falso in relazione al bilancio 2016 nell’ambito dell’inchiesta sull’area ex Westinghouse, per un presunto debito fantasma di 5 milioni di euro verso Ream, partecipata della Fondazione Crt che nel 2012 aveva acquisito il diritto di prelazione, sull’area scomparso dal bilancio 2016. L’indagine era stata aperta dopo un un esposto dei capigruppo di opposizione. La somma, secondo l’accusa, non è stata pero’ versata, né iscritta a bilancio ma considerata come un debito fuori bilancio.

L’ipotesi di reato nasceva da una postilla inserita nel primo bilancio firmato dalla giunta a 5 stelle e fa riferimento alla vicenda dell’ex Westinghouse. Si tratta di un debito da 5 milioni di euro ereditato dall’amministrazione di Piero Fassino, ma cancellato dal documento contabile della città. I predecessori della Appendino avevano contratto il debito con la società Ream della Fondazione Crt, che aveva anticipato come caparra i 5 milioni per assicurarsi un diritto di prelazione per costruire un grosso centro commerciale sull’area ex Westinghouse. Quei soldi, secondo gli accordi, dovevano essere restituiti nel 2017, visto che poi il progetto in questione è stato accantonato. Nel bilancio 2016, però, quella cifra non era mai comparsa. Dopo un interrogatorio Appendino aveva dichiarato: “Non abbiamo nulla da nascondere. Sono serena e ho piena fiducia nella magistratura. Abbiamo esposto i fatti alla luce di come abbiamo lavorato nell’ambito dell’approvazione del bilancio e tutto l’iter conseguente”. Fra i destinatari dell’avviso di chiusura indagini ci sono anche Rolando e Giordana. Le difese hanno sempre affermato di avere agito correttamente e, fra l’altro, nelle scorse settimane avevano consegnato ai magistrati una pronuncia della Corte dei Conti che, a loro giudizio, confortava la tesi dell’amministrazione.

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