“Renzi e Salvini? Non hanno niente in comune, se non il nome Matteo. Non si possono mettere sullo stesso piano. È politicamente e umanamente ingiusto“. Sono le parole del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ospite de“L’aria che tira”, su La7, a proposito del confronto tra i due politici a “Porta a Porta”.

E spiega: “Uno è un avversario politico molto distante per valori e contenuti, è uno che in un anno ha trasformato l’Italia in un Paese cattivo, pieno di aggressività e di violenza. Sembrava Gotham City, dove c’era la paura, l’odio, episodi di violenza tutti i giorni. E lui in qualche modo avallava questo clima. Salvini è destra estrema, prima di lui la Lega era una roba diversa. L’altro Matteo, invece, è un alleato, è stato il segretario del Pd e – continua – fondando un piccolo partito, ha fatto, secondo me, una cosa sbagliata e controproducente anche per lui. Gliel’ho detto personalmente. Ma Renzi è comunque uno dei leader della maggioranza di governo, è una persona che sostiene le nostre politiche. Mi fido di Renzi, certo, come mi fido di tutti quelli che sostengono la maggioranza. Spero che prevalga uno spirito costruttivo, perché, se fallissimo, tornerebbe quello lì con la barba a petto nudo“.

Battuta finale sul fondatore del M5s: “Io padre nobile del Pd come Beppe Grillo lo è per i 5 Stelle? No, per carità, lui fa più ridere, io non sono bravo a far ridere. Grillo nei giorni della formazione del governo ha detto delle cose che sono state determinanti, soprattutto nel mondo dei 5 Stelle, perché ha chiuso la stagione con Salvini, che, come tanti, subiva mal volentieri. Con chi preferirei prendere un caffè tra Grillo e Berlusconi? Con entrambi. Si scherza, si ride”.

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