E’ morto Paolo Bonaiuti, storico portavoce di Silvio Berlusconi. Bonaiuti, 79 anni, è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei governi Berlusconi II, III e IV.

Fiorentino, Bonaiuti iniziò come giornalista al Giorno – dove fu capo dell’economia e inviato speciale -, proseguì la carriera al Messaggero fino a diventare vicedirettore e proprio in quel ruolo scrisse un editoriale molto critico su Berlusconi dopo che Indro Montanelli fu costretto a lasciare il Giornale. Il fondo fu pubblicato il 7 gennaio 1994, cioè 19 giorni prima della discesa in campo del Cavaliere col celebre discorso in tv. “Dal pulpito di Rete 4 – scrisse tra l’altro – è stata impartita ieri sera una lezione di intolleranza. Proprio mentre infuria la polemica su quanto sia favorito rispetto ai concorrenti un candidato alle elezioni che possiede tre reti televisive, l’invito di Emilio Fede a cacciare Indro Montanelli perché troppo autonomo è il primo esempio pratico del livello di “indipendenza” che potrebbe crearsi all’interno dell’impero di Berlusconi. Questo episodio moltiplica l’inquietudine, perché lascia capire quanto potrebbe essere forzatamente massiccio e compatto il sostegno al Cavaliere degli organi di informazione del gruppo”.

Dopo due anni, tuttavia, Bonaiuti aderisce a Forza Italia e viene eletto per la prima volta deputato. Nella legislatura successiva viene nominato sottosegretario a Palazzo Chigi, ruolo che ricoprirà fino al 2006 e poi ancora dal 2008 al 2011, con delega all’editoria. Viene eletto per la quinta volta – ma questa volta da senatore – con il Pdl nel 2013 e quando il partito si spacca sulla decadenza da senatore del leader – rigenerando Forza Italia e provocando la scissione di Alfano con il Nuovo Centrodestra – segue il leader nella rifondazione del vecchio partito degli azzurri. Dopo sei mesi tuttavia decide di trasferirsi proprio con gli alfaniani, seguendoli anche in Alternativa Popolare. Dopo gli attacchi dei giornali di destra, incontrò Berlusconi: “Sono stato ad Arcore – raccontò poi al Messaggero – perché me lo ha chiesto Berlusconi. Abbiamo pranzato insieme e poi ci siamo ritrovati a discutere faccia a faccia per tre ore. Come accadeva spesso. Io sono stato per diciotto anni la sua ombra e con lui la sintonia è normale. Ci siamo lasciati abbracciandoci e con un ‘pensaci bene’ che mi aveva profondamente colpito. Ci stavo riflettendo quando mi sono svegliato con i titoli di alcuni giornali che dovrebbero esserci vicini e che hanno fatto i titoli peggiori”. “Dentro Forza Italia – aggiunse all’epoca – è sparita l’area riformista e moderata. Io resto nel centrodestra ma per costruire una linea moderata”.

E ora è il momento del cordoglio degli ex colleghi. “Con lui abbiamo condiviso tante battaglie elettorali, di partito e di comunicazione – dichiara Maurizio Lupi, deputato di Noi con l’Italia – Ma soprattutto con lui abbiamo condiviso una storia politica ed umana e mi sento di dire anche una sincera amicizia. Ci mancherà”. Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d’Italia – lo definisce “compagno di viaggio di un’importante stagione politica”. “Di lui ricordo con piacere l’aria sorniona e serena e la sua grande professionalità. Ai suoi cari giungano le mie sincere condoglianze”.

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