Il barcone naufragato la scorsa settimana vicino a Lampedusa è stato rintracciato dai sommozzatori della Guardia costiera a poche centinaia di metri dal luogo in cui era scoperto. Attorno all’imbarcazione, sono stati individuati almeno 12 cadaveri di migranti. All’interno del barchino, scoperto attorno ai 60 metri di profondità, anche una donna abbracciata a un neonato.

I corpi senza vita saranno recuperati nei prossimi giorni, come apprende l’Adnkronos, e serviranno almeno 3 giorni per le operazioni. È possibile vi siano anche altri corpi nelle vicinanze del barcone. I cadaveri sono stati individuati da un robot subacqueo della Guardia Costiera che da giorni perlustrava la zona.

I dispersi, secondo i calcoli dello scorso lunedì, sono 17. Resterebbero quindi ancora 5 migranti da trovare. La barca era affondata all’alba del 7 ottobre a 6 miglia da Lampedusa. Una volta chiamati i soccorsi, all’arrivo delle motovedette, secondo la ricostruzione, i migranti si erano agitati provocando il ribaltamento dell’imbarcazione, poi affondata. I soccorritori erano riusciti a trarre in salvo 22 migranti, mentre 12 persone, tutte donne, erano morte e le loro salme erano già state recuperate.

“Il barchino è stato individuato grazie a un sonar – dice il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella – A quelle profondità i sommozzatori possono stare davvero pochi minuti”. Oggi, spiega, “è stata trovata dal robot una macchia che era compatibile con il barchino naufragato” a quel punto “il robot è stato mandato giù in profondità ed allora è stato individuata l’imbarcazione. Anche il nome corrisponde”. Per quanto riguarda il recupero, conclude Vella, il “piano è di mandare giù i sommozzatori per portare su un cadavere alla volta”.

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