Nell’ultima versione della bozza del decreto Clima a cui stanno lavorando i tecnici del ministero dell’Ambiente ricompare il taglio dei sussidi alle fonti fossili per raggiungere gli obiettivi del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria. Solo che l’entità del taglio progressivo dei sussidi previsto in quella che dovrebbe essere la misura di maggiore impatto del dl Clima (sparita nell’ultima bozza circolata a fine settembre), verrà stabilita in legge di Bilancio. Di anno in anno.

Ma ci sono anche un Piano mobilità per le città metropolitane da approvare entro il 2020 e la destinazione da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del 35% delle risorse del Fondo Sviluppo e coesione a interventi ambientali e legati alla sostenibilità nel testo, costituito da 14 articoli, che dovrebbe approdare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. E se, sul fronte dell’economia circolare, non ci sarà più la norma dedicata all’end of waste (i criteri per stabilire quando un rifiuto non è più tale), anticipata da un emendamento inserito nei giorni scorsi nel decreto sulle crisi aziendali, non è ancora chiusa definitivamente la partita che riguarda alcune norme che al momento restano fuori, come quelle sugli incentivi per i prodotti alla spina e sulle agevolazioni per i territori dei parchi nazionali intesi come zone economiche speciali.

IL TAGLIO DEI SAD – Non è ancora chiaro, dunque, se si riuscirà a mettere in pratica il disegno del ministro dell’Ambiente Sergio Costa (Movimento 5 Stelle) sul taglio del 10% all’anno a partire dal 2020 dei cosiddetti ‘sussidi ambientalmente dannosi’, che sottraggono alle casse pubbliche oltre 19 miliardi ogni anno. Questo in prospettiva del totale azzeramento, entro il 2040. Più certezza sembra esserci sulla destinazione: gli importi andranno per il 50 per cento a un fondo del ministero dell’Economia per interventi in materia ambientale e sostegno alla transizione ecologica delle imprese.

ECO-ROTTAMAZIONE E PIANO MOBILITÀ – Per la eco-rottamazione viene istituito un fondo ‘Programma sperimentale buono mobilità’ da 255 milioni: 5 milioni per il 2019 e 125 milioni sia per il 2020 che per il 2021. Aumentano, dunque, le risorse messe a disposizione rispetto al testo precedente (si passa da 100 a 125 milioni), ma il campo di azione si restringe, visto che la rottamazione non riguarderà più i modelli Euro 4 ma arriverà solo fino agli Euro 3. Il ‘buono mobilità’ per i cittadini residenti nelle aree sotto procedura di infrazione Ue per lo smog che rottamano l’auto entro il 31 dicembre 2021, rimane di 1.500 euro (da spendere per abbonamenti per trasporto pubblico e altri servizi e anche di biciclette a pedalata assistita).

PIANI DI MOBILITÀ – Le città metropolitane e i centri sopra i 100mila abitanti dovranno approvare entro il 31 dicembre 2020 i Piani urbani di mobilità sostenibile per assicurare l’abbattimento dell’inquinamento dell’aria e acustico. Dal 1° gennaio 2021 le risorse statali per la mobilità sostenibile saranno dunque attribuite agli enti territoriali solo qualora abbiano provveduto all’approvazione del Piano urbano e le impieghino per finanziare progetti coerenti. La quota di risorse di competenza per il 2019 del ministero dell’Ambiente è destinata, nei limiti di 20 milioni per il 2020 e altri 20 per il 2021, a finanziare progetti dedicati alle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, che possono essere presentati dai Comuni sotto procedura d’infrazione Ue per la qualità dell’aria.

LA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI – La Commissione interministeriale per il contrasto ai cambiamenti climatici, istituita nell’ambito del Cipe e presieduta dal premier Giuseppe Conte, avrà il supporto tecnico e scientifico di una Piattaforma ad hoc (composta da Istat, Cnr, Ispra e Enea). Il Cipe dovrà promuovere “l’armonizzazione della programmazione economica nazionale con le misure previste dal Programma strategico” e, con sua delibera, al contrasto ai cambiamenti climatici e al misure di promozione ambientale verranno destinate almeno il 35% delle risorse disponibili del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027. Ogni due anni, inoltre, su proposta del ministro dell’Ambiente e del ministro dello Sviluppo economico, il governo presenterà alle Camere una ‘legge per il clima’. Il ddl riguarderà, nello specifico, il miglioramento della qualità dell’aria. Questo con lo scopo di arrivare entro il 2030 agli obiettivi stabiliti dal ‘Piano nazionale integrato energia e clima 2021-2030’ per la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

LA CAMPAGNA SCUOLE – La misura prevede anche l’avvio di una campagna di informazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali rivolta a tutte le scuole e finanziata da uno specifico Fondo, ‘Programma #iosonoAmbiente’, da 2 milioni di euro all’anno per il triennio 2020-2022. Anche su questo fronte, dunque, aumentano le risorse rispetto al testo precedente (erano a quota 500mila). Il Fondo viene destinato “al finanziamento di progetti e iniziative, incluse attività di volontariato degli studenti, per la diffusione dei valori della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e alla promozione di percorsi di conoscenza ambientale” legati all’insegnamento dell’educazione civica.

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