Nel 2018 le persone denunciate per reati tributari sono state 13.957, mentre gli evasori arrestati si sono fermati a quota 400. Le misure cautelari personali hanno riguardato quindi solo il 2,8 per cento del totale. I dati emergono dalla Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva che accompagna la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, scritta dalla commissione presieduta da Enrico Giovannini

I reati accertati sono in tutto 12.213. Il 62% riguarda fattispecie di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione. I dati relativi al 2017 mostrano una notevole differenza anche tra le proposte di sequestri patrimoniali per reati fiscali, pari a 6,8 miliardi, e l’ammontare effettivamente sequestrato, pari a 1,1 miliardi.

In particolare, i reati sono così suddivisi: al primo posto risulta l’occultamento/distruzione di documenti contabili (2.901), seguito dall’omessa dichiarazione (2.772) e dalla dichiarazione fraudolenta (2.670). Poi ci sono le emissioni di fatture per operazioni inesistenti (1.581) e le dichiarazioni infedeli (883), l’indebita compensazione (407) e la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (343). Infine c’è l’omesso versamento Iva (425) e l’omesso versamento di ritenute certificate (231).

Molti di questi prevedono il ricorso al carcere, fino a un massimo di 6 anni. I casi in cui si può finire in galera in base alla normativa attuale sono dichiarazione fraudolenta o infedele, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione di documenti contabili, omesso versamento di ritenute, omesso versamento Iva, indebita compensazione, sottrazione fraudolenta la pagamento delle imposte. Molte soglie di punibilità sono state però innalzate dal governo Renzi.

Le verifiche e controlli fiscali effettuati dalla Guardia di finanza sono stati 106.798, che hanno portato alla scoperta di Iva evasa per un valore di 5,2 miliardi di euro. L’Agenzia delle dogane e monopoli ha invece rilevato maggiori diritti accertati per 2,1 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi relativi all’iva e 400 milioni alle accise.

L’attività di contrasto all’evasione fiscale ha portato, lo scorso anno, al recupero di 19,2 miliardi di euro di cui: 5,7 miliardi da riscossione coattiva, 11,3 miliardi di somme riscosse tramite versamenti diretti, 400 milioni di euro da misure straordinarie (voluntary disclosure 1 e 2 e definizioni delle controversie tributarie) e 1,8 miliardi di somme derivanti da promozione della compliance.

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