La Sicilia con oltre sette miliardi di “buco” è pronta a sborsare più di un milione per le nuove divise di autisti, uscieri e portieri. Sono quasi mille, a prestare servizio per la Regione. A loro, presto il governatore Nello Musumeci consegnerà la bellezza di quattro nuovi abiti ciascuno: due per l’inverno e due per l’estate, con tanto d’accessori e gonfaloni cuciti sul petto.

Conti in rosso, divise blu – E dire che pochi giorni fa l’Assemblea regionale siciliana aveva dovuto allargare le braccia: non c’erano soldi per coprire una legge imbottita di prebende, ma anche di finanziamenti importanti, come quelli destinati ad alcune categorie di lavoratori e alle fondazioni antimafia. Era stato proprio il presidente della Regione Musumeci, rispondendo a una richiesta inviata dal presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, a invitare il parlamento siciliano alla “prudenza” e a evitare di approvare leggi che prevedessero nuove spese. Proprio il giorno dopo, però, si riuniva la commissione per l’apertura delle buste con le offerte per la fornitura di quasi quattromila divise. Nei prossimi giorni quindi si deciderà quale sarà la società a fornire i nuovi, eleganti abiti. Il valore di ogni kit a base d’asta è di 560 euro: ogni kit è composto da due abiti così il valore del singolo vestito è di 280 euro circa, per una spesa per ogni dipendente da 1120 euro. Per gli uomini, ogni divisa è composta da giacca e pantaloni (di lana per il kit invernale, di cotone per l’estate), camicia in cotone cento percento, cravatta in pura seta di colore blu e spilla “in lega metallica, colore oro raffigurante la ‘Trinacria‘ con fermo posteriore”. Sul lato sinistro del petto della giacca, poi, “dovrà essere apposto (cucito) il logo in stoffa ricamato raffigurante il gonfalone della Regione Siciliana”. Anche i bottoni “dovranno riportare le iniziali della Regione siciliana (RS)”. Per le donne, la divisa prevede gonna, giacca, un foulard, camicia e la spilla con la Trinacria.

Una gara da un milione – La gara è già a buon punto. Se ne sta occupando la Centrale unica per gli acquisti siciliana, una struttura già definita “poco efficace” dallo stesso governo che ora punta a spostare alcuni appalti sulla Centrale della Regione Lombardia. Questo bando, però, si fa tutto in Sicilia. E sono già arrivate le offerte su cui bisognerà decidere. Del resto, la base d’asta era piuttosto ricca: oltre un milione di euro (1.116.640 euro, per la precisione). Una somma necessaria per l’acquisto di 3.988 divise. Quattro per ciascuno dei 997 dipendenti addetti “ai servizi di portineria, uscerile e alla conduzione di autoveicoli dell’amministrazione regionale”.

La Regione potrebbe però risparmiare qualcosa sulla cifra fissata come base d’asta. Sono state presentate infatti quattro proposte basate sul criterio dell’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa. La commissione di gara, riunitasi il giorno prima che l’Ars cancellasse tutte le spese previste nel disegno di legge in discussione in quelle ore, ha valutato, in vista dell’affidamento, il “rispetto dell’ambiente del capo, il pregio tecnico, il servizio successivo alla vendita e cioè il servizio sartiale di assistenza per dodici mesi” e, infine, le caratteristiche estetiche e funzionali: sono state preferite le divise con tirapancia, spacchetto sartoriale e il battitacco, l’orlo del pantalone per evitare l’usura.

L’offerta col migliore punteggio, sia tecnico che economico, però è stata considerata anomala. L’azienda ha offerto un ribasso del 37 percento circa facendo calare il prezzo della fornitura a 700mila euro. Le altre offerte sono state di 917mila euro circa con il 17 percento di ribasso circa, di 976mila euro col 12,5 percento circa di ribasso, e di oltre un milione, con un ribasso del 4,6 per cento. Adesso i burocrati della Centrale unica che ha indetto la gara dovranno verificare che i prezzi siano congrui e individuare la società vincitrice. Poi, via libera a quattromila nuove divise, per i quasi mille uscieri e autisti di Sicilia. La Regione con un “buco” da oltre sette miliardi di euro.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Calabria, l’ipotesi patto civico agita il M5s. I parlamentari propongono due candidati, gli attivisti: “Inaccettabile, decide la base”

next
Articolo Successivo

Migranti, Lamorgese: “Salvataggio vite umane è priorità, ma serve contratto tra lo Stato e le ong”

next