Lieve ripresa, a settembre, dell’indice del clima di fiducia dei consumatori. Ma registra al contrario un lieve calo quello delle imprese. In particolare per la manifattura scende al livello più basso dall’ottobre del 2014, cioè da quasi cinque anni. E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dall’Istat.

Per i consumatori l’indice segna su agosto un “contenuto aumento” (da 111,9 a 112,2), mentre si registra una diminuzione guardando alle imprese: un “calo lieve” (da 98,8 a 98,5), che al suo interno però vede la manifattura scendere ancora. “L’incremento dell’indice di fiducia dei consumatori è la sintesi di andamenti eterogenei delle sue componenti: il clima economico registra un calo passando da 127,7 a 127 mentre il clima corrente rimane stabile a quota 110. Si rileva, invece, un aumento sia per la componente personale sia per quella futura (da 107 a 107,8 e da 115,5 a 116,8, rispettivamente)”, spiega l’Istat.

Anche con riferimento alle imprese l’indice di fiducia, che nel complesso scende al livello più basso da febbraio, “mostra andamenti differenziati nei diversi comparti”. Se nella manifattura, per il quarto mese consecutivo, e nel commercio al dettaglio è in diminuzione (da 99,6 a 98,8 e da 109,9 a 107,6, rispettivamente), sale nei servizi (da 97,4 a 98,5) e soprattutto nelle costruzioni (da 140,4 a 143,2). L’Istituto di statistica fa notare come nell’industria manifatturiera il peggioramento sia “condizionato da una dinamica negativa sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese di produzione“.

Nel comparto dei servizi si segnala il miglioramento dei giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento degli affari; le attese sugli ordini sono invece in deterioramento. Per quanto attiene il commercio al dettaglio, il calo dell’indice di fiducia sintetizza giudizi sulle vendite e sulle scorte in marcato peggioramento a cui si unisce un aumento delle attese sulle vendite. Si segnala che l’indice di fiducia è in diminuzione sia nella grande distribuzione sia in quella tradizionale.

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