I deputati francesi hanno dato il primo via libera all’apertura della Procreazione medicalmente assistita (Pma), a tutte le donne, incluse single o coppie lesbiche. Oggetto di un acceso dibattito da mercoledì scorso, l’articolo 1 del vasto progetto di legge sulla bioetica, che riguarda appunto la Pma, è stato adottato con 55 voti a favore, 17 contrari e 3 astenuti, in attesa del voto sull’intero pacchetto legislativo previsto per il 15 ottobre.

Quella dell’estensione della Pma a tutte le donne è la prima grande riforma di società promessa da Emmanuel Macron durante la campagna presidenziale che nel 2017 lo portò all’Eliseo. La ministra della Salute, Agnès Buzyn, punta a una definitiva adozione prima dell’estate. Attualmente, in Francia, la Pma rimborsata dallo Stato era consentita solo per le coppie etero, di qui la volontà di estendere questo diritto anche alle donne single e alle coppie lesbiche. Contro la proposta si è schierata la destra, con i Républicains che denunciano una “Pma senza padre”. Contrario anche il Rassemblement National di Marine Le Pen. A far discutere anche le polemiche di chi teme possa realizzarsi un “effetto domino”, che in prospettiva porterà a legalizzare la Gpa, la gestazione per altri (o maternità surrogata), talvolta impropriamente definita “utero in affitto”.

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