La popolarità del premier Giuseppe Conte resta alta: il presidente del Consiglio ha la fiducia di un italiano su due. Il sondaggio dell’istituto Ixè per Cartabianca rivede in parte quanto stimato da altre rilevazione, secondo cui il premier Conte per la prima volta stava cominciando a perdere gradimento tra gli elettori. L’effetto dell’addio di Matteo Renzi al Pd, secondo Ixè, si riflette invece sulla possibile durata che i cittadini attribuiscono al governo giallorosso: solo per il 12% degli intervistati arriverà al termine della legislatura nel 2023, contro il 20% di 15 giorni fa. Italia Viva, il nuovo partito fondato proprio da Renzi, è stimato da Ixè appena al 2,9%. Le intenzioni di voto certificano per il resto la frenata della Lega, ancora il primo partito ma sotto il 30% dei consensi, mentre Pd e M5s restano sostanzialmente appaiati: 21,8% per i democratici, 21,5 per i Cinquestelle.

Il premier Conte ha la fiducia del 49% degli intervistati, seguito da Matteo Salvini a 34. Da segnalare la crescita di Giorgia Meloni che insidia il leader del Carroccio al 32%, superando sia il segretario Pd Nicola Zingaretti (30%) che il capo politico M5s Luigi Di Maio, fermo al 27%. Il successo della Meloni si riflette anche nei consensi per Fratelli d’Italia, ormai stabilmente il quarto partito e ancora in crescita all’8,6%. Retrocede invece Forza Italia (6,5%), probabilmente anche per una fuoruscita di consensi verso il nuovo soggetto politico di Renzi che comunque raccoglie poco e si posiziona appena sopra PiùEuropa. Il Carroccio resta fermo appunto al 29,9%, mentre Pd e M5s invertono la posizione ma non superano la soglia del 22 per cento.

I nuovi equilibri interni al governo, dopo la mossa di Renzi, portano gli intervista da Ixè a prevedere per il governo una durata inferiore. Sono solo il 18% a pensare che l’esecutivo durerà almeno fino all’elezione del prossimo presidente della Repubblica nel 2022 (erano il 26% il 10 settembre). Sale al 30% la percentuale di coloro che ritengono che si tornerà al voto alla fine dell’anno prossimo, mentre sono il 25% a pensare perfino che il governo farà fatica ad arrivare a Natale.

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