L’assenza di costruttori importanti lasciava presagire che quest’anno i numeri del Salone dell’auto di Francoforte terminato domenica sera non sarebbero stati troppo lusinghieri, e così è stato. I visitatori sono stati solo 560 mila, contro gli 810 mila del 2017 e i 932 mila del 2015. Un calo progressivo che deve far riflettere, soprattutto sulle formule tradizionali legate alle esposizioni dell’auto. Certo, i forfait quest’anno sono stati importanti: i giapponesi di Toyota e Nissan, gli yankee di General Motors, gli italo-americani di FCA, i francesi di Peugeot e Citroen, ma anche Tesla e i grandi marchi del lusso come Bentley, Ferrari, Maserati e Rolls-Royce. Evidentemente, poi, i contenuti non devono aver stuzzicato più di tanto gli appassionati: il tema dell’elettrificazione è certo di primaria importanza per l’ambiente, ma non accende la fantasia degli automobilisti europei. Il prossimo salone in programma è quello di Ginevra in marzo, il più importante del vecchio continente: non dovrebbe avere gli stessi problemi sofferti da Francoforte. Chi invece dovrebbe cominciare a preoccuparsi sono gli organizzatori del salone di Parigi, in agenda ad autunno 2020.

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