“La Lega, a differenza di quanto era stato fatto nella precedente legislatura, censura informazioni ai cittadini. Mi riferisco agli ‘omissis’ con cui il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, ha risposto alla nostra interrogazione che chiedeva nomi e cifre dei soldi dei cittadini del Trentino Alto Adige pagati ai rappresentanti del popolo”. Filippo Degasperi del Movimento 5 stelle non le manda a dire al presidente del consiglio regionale Paccher, sollevando un polverone sull’annoso tema dei vitalizi, proprio nella settimana in cui è cominciato l’iter del disegno di legge che dovrebbe adeguare anche la regione autonoma a quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni sulla riduzione dei benefici. Fra Trento e Bolzano la questione dei vitalizi creò scandalo con una legge che nel 2012 prevedeva una liquidazione anticipata da 96 milioni di euro divisi per 130 consiglieri. Poi, nel 2014, altre due leggi avevano leggermente ridotto gli importi, per contenere la spesa. Ed era così stato chiesto ai consiglieri regionali che le avessero già percepite di restituire le sostanziose anticipazioni.

In Italia il tema dei vitalizi sembra aver trovato una soluzione dopo l’accordo raggiunto in aprile sul ricalcolo retroattivo con sistema contributivo di quanto incassano a tale titolo circa 3.300 ex consiglieri. Il risparmio complessivo, in tutte le regioni, dovrebbe essere di 22 milioni di euro all’anno. Quasi tutte le regioni si sono adeguate. Non ancora il Trentino-Alto Adige. Proprio questa settimana comincia in commissione l’iter di esame del disegno di legge numero 11 che recita: “Rideterminazione degli assegni vitalizi e di reversibilità secondo il metodo di calcolo contributivo”. L’impegno sembra essere quello di varare la riforma entro dicembre, perché dopo il passaggio in commissione servirà l’approvazione in aula.

Intanto, in nome della privacy, vengono misteriosamente protetti i dati riguardanti le cifre che i consiglieri o gli ex consiglieri maturano al raggiungimento dei 60 anni. A maggio tre consiglieri M5s (Filippo Degasperi, Alex Marini e Diego Nicolini) hanno presentato un’interrogazione chiedendo l’ammontare dell’assegno mensile vitalizio di ogni beneficiario, in base alla legge approvata nel 2012, ma anche l’entità delle anticipazioni ricevute che i consiglieri devono restituire in base al “taglio” degli importi deciso nel 2014. Infatti, 62 ex consiglieri impugnarono la norma riparatoria emanata dopo l’ondata di proteste per non restituire i soldi. I Cinquestelle chiedevano anche i nomi di chi ha addirittura un doppio vitalizio (parlamentare e regionale) e di chi maturerà in corso di legislatura i requisiti per ricevere il vitalizio mensile e la sostanziosa “liquidazione”. Nella risposta Paccher non ha fornito alcun nome, limitandosi a spiegare che il vitalizio (per chi ha restituito quanto percepito di troppo) è di 4.127,27 euro lordi al mese.

Così i tre pentastellati hanno inviato una seconda interrogazione, sollecitando nomi e cifre. Ma la risposta è stata ufficialmente coperta dagli “omissis” per quanto riguarda i beneficiari delle super-liquidazioni, mentre sono stati indicati solo i numeri di 11 ex consiglieri regionali che hanno anche il vitalizio parlamentare e di altri 14 che matureranno il diritto alla liquidazione regionale in corso di legislatura. Non è andata meglio ai consiglieri del gruppo di Paul Kollensperger (Franz Ploner, Josef Unterholzner, Maria Elisabeth Rieder e Peter Faistnauer) che hanno ricevuto alcune tabelle molto articolate, ma nessun nome.

Eppure qualche indiscrezione trapela, fra Trento e Bolzano. Le somme già in passato messe a disposizione degli ex consiglieri sono le seguenti: 650mila euro a Walter Baumgartner, 160mila euro all’ex assessore trentino Mauro Gilmozzi, 745mila euro a Nerio Giovanazzi, 990mila euro a Pius Leitner, 150 mila euro a Tiziano Mellarini, 135mila euro a Herman Thaler e 650mila euro a Rosa Zelger. In totale fanno poco meno di 3 milioni e mezzo di euro, con una riduzione del 10 per cento rispetto alle somme assegnate con la legge del 2012 e poi tagliate. “Purtroppo ai cittadini è sfuggito un dato: i famosi recuperi di denaro sui 96 milioni di euro per le maxi-anticipazioni, contro cui molti consiglieri hanno fatto ricorso, in realtà si riducono a poca cosa”, è l’accusa di Degasperi.

Il presidente del consiglio regionale ha tenuto coperti anche i nomi degli 11 ex parlamentari che godono di doppio vitalizio. Ma è bastato incrociare i dati degli archivi per verificare che a beneficiarne sono Tarcisio Andreolli, Mauro Betta, Hans Berger, Siegfried Brugger, Luca Carli, Sergio De Carneri, Aldo Degaudenz, Hubert Frasnelli, Josef Kusstatscher, Lidia Menapace e Oskar Peterlini.

Ci sono, infine, altri 15 ex consiglieri regionali fortunati che nel corso della sedicesima legislatura compiranno 60 anni e matureranno il diritto al vitalizio di 4.127 euro oltre alla liquidazione. I nomi? Nel 2019 sono sei: Lorenzo Dellai, Hans Heiss, Florian Mussner, Veronika Stirner, Martha Stocker e Richard Theiner. L’anno prossimo il solo consigliere Franco Panizza. Nel 2021, Marco Depaoli e Hanspeter Munter. Nel 2022 Silvano Gristenti. Nel 2023, Marta Dalmaso, Sabina Kasslatter, Mauro Minniti e Oliva Berasi. Il fiume dei vitalizi ancora non si arresta.

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