Centonovantanove migranti sono stati soccorsi nelle ultime ore al largo delle coste libiche e di quelle maltesi. Salvati dalla Ocean Viking, appena ripartita dopo l’ultimo sbarco, e dalla Guardia costiera italiana. Otto, invece, i naufraghi che non ce l’hanno fatta, morti al largo di Sfax. Dopo le tensioni scoppiate ieri tra Italia e Ungheria, proprio in merito alla gestione dei profughi, e il duro intervento del presidente francese Emmanuel Macron, continua l’esodo dalla coste africane. Una crisi migratoria attenuata rispetto agli anni precedenti, ma con numeri comunque importanti: gli arrivi conteggiati dal Viminale dal 1 gennaio al 16 settembre 2019 sono 6291.

Il braccio di ferro Italia – Malta – La scorsa notte, su richiesta delle autorità maltesi, due motovedette della Guardia costiera italiana hanno soccorso un barchino con a bordo 90 migranti in acque di responsabilità di Malta. Successivamente, la Guardia Costiera ha chiesto a La Valletta di inviare un pattugliatore per il trasbordo delle persone recuperate, ma Malta ha risposto negativamente.

Il Centro di coordinamento del soccorso marittimo maltese, informa la Guardia costiera, “dopo aver formalmente dichiarato l’assunzione del coordinamento dell’evento Sar, richiedeva alla autorità italiana la disponibilità e l’impiego di assetti navali a supporto di un proprio pattugliatore che dichiaravano aver dirottato in zona. Le unità navali messe a disposizione dalla Guardia Costiera italiana arrivate in area, dopo aver intercettato il barchino, confermavano le precarie condizioni di galleggiabilità già riscontrate da Malta che, assunta l’informazione disponeva il trasbordo dei migranti sulle unità della Guardia Costiera italiana”. “Terminato il trasbordo – prosegue la Guardia costiera – la Centrale operativa della Guardia Costiera italiana richiedeva all’autorità Sar coordinatrice un punto di ‘rendez vous’ con il pattugliatore maltese per il successivo trasbordo, che tuttavia non veniva concesso“.

In serata, tuttavia, dopo molte ore di attesa un pattugliatore maltese – a quanto si apprende – si è avvicinato alle due motovedette italiane ha comunicato l’intenzione di prendere a bordo le persone salvate, ponendo così fine allo stallo.

Sempre via social, la pagina del numero indipendente per supportare le persone nella traversata del Mediterraneo verso l’Unione europea ha annunciato anche un naufragio. Otto i corpi recuperati dalle autorità tunisine al largo di Sfax. Alarm Phone cita “fonti tunisine”, ma non precisa se si “tratti di persone che erano a bordo del peschereccio affondato al largo delle coste tunisine di El Aouabed”, sottolineando che però “si temono altri morti”.

I nuovi salvataggio della Ocean Viking – In tutto 109 migranti, tra cui donne bambini e anche un neonato. La nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, che ha avuto l’ultimo via libera all’attracco solo tre giorni fa, facendo sbarcare a Lampedusa gli 82 migranti che aveva a bordo da giorni, ha soccorso, in due diversi salvataggi altri migranti. Il primo è stato effettuato nel primo pomeriggio: l’imbarcazione ha raggiunto un’altra barca in difficoltà a 53 miglia dalle coste libiche, salvando 48 naufraghi. Il secondo intervento, invece, è avvenuto nelle ore successive. La Ocean Viking ha recuperato altri 61 migranti su un gommone in avaria. Ora a bordo della nave sono ci sono in tutto 109 migranti.

Gli sbarchi autonomi – Intanto nella notte c’è stato un nuovo sbarco autonomo sull’isola di Lampedusa dove, poco dopo le due, sono arrivati su un barchino dieci tunisini. A soccorrerli gli uomini della Guardia costiera. I migranti sono stati trasferiti nell’hotspot di Lampedusa. Sono attesi per oggi altri trasferimenti. Ieri sono partiti dall’isola 70 migranti trasferiti a Porto Empedocle in nave.

Le tensioni Ungheria – Italia – La politica di gestione dei flussi migratori decisa dal Conte 2 sembra non piacere all’Ungheria. Ieri il ministro degli esteri di Budapest ha definito “pericoloso far sbarcare i migranti”. Il riferimento era proprio all’ultimo porto sicuro concesso alla Ocean Viking. Il ministro, intervenendo in tv, ha ribadito che l’Ungheria non intende partecipare a una ripartizione dei migranti salvati in mare. Immediata la risposta dell’omologo italiano, Luigi Di Maio che ha definito il giudizio “del tutto strumentale”. “È facile fare i sovranisti con le frontiere degli altri”, ha sottolineato il leader del Movimento 5 stelle. Al centro del dibattito anche la discussione di un ipotetico accordo al livello europeo che permetta una più rapida e sicura ripartizione delle persone che arrivano sulle coste italiane e maltesi. Un primo accordo già messo sul piatto, grazie alla mediazione della Commissione europea, proprio in occasione dell’ultimo sbarco: 58 i migranti redistribuiti tra Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo. Sul tema ieri è intervenuto anche il presidente francese, Emmanuel Macron che con un duro discorso ha invitato la maggioranza presidenziale e il governo alla fermezza sulla questione migratoria, per evitare di diventare un “partito borghese”, che non tiene conto dell’opinione delle classi popolari. “I flussi di ingresso – ha spiegato – non sono mai stati così bassi in Europa e le richieste d’asilo mai così elevate in Francia”. Una linea decisamente più ferma rispetto a quella del passato. Proprio oggi Macron è atteso a Roma per parlare proprio della questione migratoria.

I numeri – Sono 6291 i migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio 2019 al 16 settembre 2019. A rivelarlo gli ultimi dati pubblicati dal Viminale, che citano come fonte il Dipartimento di pubblica sicurezza. Un numero in netto calo rispetto allo stesso periodo del 2018, quando ad arrivare in Italia erano stati 20812. La diminuzione poi arriva al 92,87 per cento se si guarda al 2017: al 16 settembre gli arrivi erano 102544. Se si guarda il trend mensile, però, settembre appare quasi ribaltato: lo scorso anno erano 947, a oggi sono invece 1156. Cala anche il numero di minori non accompagnati. Fino a ieri erano 874 quelli arrivati via mare, mentre lo scorso anno sono stati 3536, e l’anno prima ancora 15779.

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