Tensioni tra Ungheria e Italia sulla gestione dei migranti. Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha dichiarato alla televisione Mtv1 che ritiene “deplorevole e pericolosa” la decisione presa dal governo Conte 2 lo scorso weekend di far attraccare in Italia la nave della ong Ocean Viking. A lui ha replicato poco dopo il nuovo titolare della Farnesina Luigi Di Maio: “E’ facile fare i sovranisti con le frontiere degli altri”, ha dichiarato in una nota.

Il ministro ungherese, intervenendo in tv, ha ribadito che Budapest non intende partecipare a una ripartizione dei migranti salvati in mare. I Paesi europei infatti, tra cui l’Italia, stanno discutendo per arrivare a un accordo che permetta la ripartizione delle persone che arrivano sulle coste italiane e maltesi. E proprio oggi, la Francia ha fatto sapere di aver accolto i 26 richiedenti asilo della Ocean Viking che Macron si era impegnato ad accogliere. Un progetto a cui l’Ungheria non intende partecipare. “E’ un incentivo per i trafficanti e per i migranti stessi, che potranno arrivare di nuovo in massa”, ha sostenuto il ministro ungherese. “Non accetteremo mai quote di accoglienza. Lo rifiutiamo e difenderemo i nostri confini”, ha detto.

A replicare all’ungherese è stato lo stesso ministro degli Esteri Di Maio: “Il giudizio espresso dal governo ungherese è del tutto strumentale. L’Italia da anni vive un’emergenza causata anche e soprattutto dall’indifferenza di alcuni partner europei come l’Ungheria. È facile fare i sovranisti con le frontiere degli altri. Chi non accetta le quote deve essere sanzionato duramente. L’Italia non può e non si farà più carico da sola di un problema che riguarda tutta l’Ue”. Quindi la nota del ministro prosegue: “Nei Paesi di transito vanno istituiti degli uffici europei nei quali i migranti possano presentare richiesta di asilo in modo da poter essere poi trasferiti in Europa, e non solo in Italia, attraverso un corridoio umanitario. In questo modo si mette fine all’inferno dei trafficanti di uomini e dei barconi e ognuno si assume le sue responsabilità”.

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