È precipitato dal secondo piano. Ma si è salvato perché il ventenne Angel Micael Vargas Fernandez, che lavora in un autolavaggio lì vicino, lo ha preso al volo gettandosi dal tetto del furgone su cui era salito per cercare di aiutarlo. È successo a Casalmaiocco, in provincia di Lodi, nei pressi del distributore di carburante Ip lungo la provinciale 159. Protagonista un bambino di 5 anni, caduto dal balcone di una palazzina e salvato da Angel. I due sono stati entrambi soccorsi: il piccolo solo per accertamenti, il “salvatore” perché per il contraccolpo è caduto a terra.

Poco dopo le 9 alcune persone che erano in attesa nel piazzale sottostante la palazzina, su cui si affacciano il distributore e l’autolavaggio, hanno visto il bimbo muoversi sul cordolo del balcone e poi scivolare e restare aggrappato alla balaustra in cemento. Il ragazzo, uno studente lavoratore di origini argentine, non ha avuto esitazioni: ha preso un furgone Mercedes che aveva appena finito di lavare, lo ha posizionato sotto il balcone, è salito sul tettuccio e ha aspettato tra le sue braccia il piccolo, che non ce la faceva più a tenersi con le mani alla balaustra.

Ma le cose sono andate diversamente. Il bambino si è sposato e poi è precipitato. Angel ha avuto la prontezza di buttarsi dal furgone, afferrarlo in aria per poi cadere a terra insieme a lui, proteggendolo con il suo corpo. E salvandogli la vita. “Mio fratello non si risparmia mai. Se vede qualcuno in difficoltà lo aiuta senza remore. Lui c’è sempre”, sottolinea Angie Melisa Vargas Fernandez, la sorella. In seguito alle indagini dei carabinieri di Lodi ora la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta per abbandono di minori dopo che è emerso che il bimbo era stato lasciato solo in casa al momento della caduta. Il procuratore della Repubblica Domenico Chiaro preannuncia anche la segnalazione dei fatti al Tribunale dei minorenni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Malpensa, in un video l’incidente dei vigili del fuoco. Cub: “Aeroporto sovraffollato”

prev
Articolo Successivo

Dolomiti, due alpinisti trovati morti sulla parete del Sass Maòr dopo una caduta di centinaia di metri

next