Tre strade romane, fino a ieri intitolate a scienziati e intellettuali del Ventennio, hanno cambiato nome. In Campidoglio qualcuno la chiama, forse esagerando, la “defascistizzazione di Roma”. “Un segnale molto forte”, commentano dall’entourage del vicesindaco Luca Bergamo, assessore alla Cultura e presidente della commissione toponomastica, che ha condotto in porto le modifiche.

Le modifiche alle strade – Dalla mattinata di martedì, infatti, nel quartiere Primavalle, via Arturo Donaggio è diventata via Mario Carrara, passando il testimone dal biologo redattore del Manifesto fascista della razza del 1938 a uno dei padri della medicina legale italiana, passato alla storia come uno dei pochissimi docenti universitari italiani che rifiutarono il giuramento di fedeltà al fascismo.

Sempre Arturo Donaggio, a Primavalle aveva anche un largo intitolato, oggi ribattezzato largo Nella Mortara, fisica e unica donna del celebre Istituto fisico dei ragazzi di via Panisperna di Enrico Fermi, poi radiata dal mondo accademico perché ebrea. Altra cancellazione, quella di via Edoardo Zavattari, nella periferica Castel Romano, rinominata via Enrica Calabresi, in onore della zoologa ed entomologa italiana di origine ebraica, vittima dell’Olocausto: arrestata, per sfuggire alla deportazione ad Auschwitz si uccise ingerendo veleno.

La decisione dopo il dietrofront su Almirante – La decisione della sindaca Virginia Raggi era stata presa il 15 giugno 2018, all’indomani dell’approvazione, da parte dell’Assemblea capitolina, di una mozione di Fratelli d’Italia dove si impegnava l’amministrazione all’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, storico leader e fondatore del Msi.

La sindaca ricevette la notizia durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta: visibilmente sbigottita, a caldo difese i colleghi pentastellati in Aula, appellandosi alla “indipendenza dell’Assemblea capitolina”, ma una volta uscita dagli studi Rai pretese la presentazione di una contro-mozione per annullare la precedente e intraprendere il percorso toponomastico. Il 25 luglio scorso, invece, fu Raggi in persona ad accompagnare una pattuglia della polizia locale alla sede occupata di CasaPound Italia, vicino alla stazione Termini, per consegnare l’ordine di rimozione della scritta eretta sulla facciata del palazzo, effettivamente cancellata il 6 agosto.

I segni del Ventennio nella Capitale – Come noto, la Capitale d’Italia porta ancora vivi i segni del Ventennio. Dai classici esempi dell’architettura razionalista di Piacentini, corredati dalle iscrizioni fasciste ancora visibili al Palazzo della Civiltà dell’Eur – cosiddetto Colosseo quadrato – alle aquile reali fasciste che scortano gli automobilisti in Corso Francia, fino al Foro Italico, ex Foro Mussolini, che in 70 anni ha modificato in pratica solo il nome ufficiale, trascinandosi le cicliche polemiche sulla possibile rimozione dell’obelisco dedicato al Duce.

Va detto che negli anni il Comune di Roma ha fatto il possibile, almeno sul fronte della toponomastica, eliminando i vari via e largo dei Martiri Fascisti, via dei Legionari, ponte Littorio e piazza XXVIII Ottobre per sostituirli con i nomi di Bruno Buozzi, Don Giovanni Minzoni, Giacomo Matteotti e Leonida Bissolati. “Per il momento non ci sono altri cambi di toponomastica in programma, su questo fronte”, spiegano dal Campidoglio. Via Giovanni Gentile a Clodio e via Gabriele D’Annunzio a Villa Borghese per ora restano al loro posto.

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